Roma, 3 lug. (LaPresse) – “Conobbi la Signora Marogna nell’ottobre del 20 16, a seguilo di una sua richiesta di presentazione nella quale e/la si introduceva quale esperta di diplomazia e servizi di intelligence. Accondiscesi ad un incontro conoscitivo, anche dopo aver acquisito informazioni da fonti privilegiate, come mio costume nel caso di presentazioni, sulla effettiva conoscenza della Signora e della sua competenza a conoscere e trattare siffatti argomenti. Nel corso dell’incontro, la Signora mi illustrò le proprie competenze e ne discorremmo genericamente. Alla conclusione, tuttavia, le partecipai la inutilità, allo stato, per il mio Ufficio, di una simile figura professionale, invitandola a rivolgersi, eventualmente, agli Uffici di Gendarmeria, che mi pareva potessero, per ragioni di materia, essere un interlocutore più qualificato”. E’ quanto avrebbe detto Angelo Becciu, secondo quanto si legge nelle carte della richiesta di rinvio a giudizio delle quali LaPresse è venuta in possesso, con riferimento ai suoi rapporti con Cecilia Marogna.

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