Milano, 29 giu. (LaPresse) – “L’elemento di preoccupazione è legato alla maggior contagiosità della variante delta rispetto alla variante alfa, la variante inglese. La maggior parte di queste informazioni ci giungono dal Regno Unito. Gli studi sulle popolazioni vaccinate provengono da lì, si è visto che sicuramente è più contagiosa rispetto alla variante alfa, che era già più contagiosa rispetto al virus iniziale. Questo è il maggior pericolo. Il dato positivo è che, sempre gli inglesi, hanno potuto dimostrare che le persone completamente vaccinate sono protette dall’infezione e soprattutto dalle forme gravi di malattia. Anche in Gran Bretagna l’impatto sugli ospedali è molto inferiore, e da loro sta interessando soprattutto le persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose, in particolare i giovani. Tra i giovani ha però una gravità modesta e scarsa pericolosità. Ma ha fatto tornare in Gran Bretagna una crescita dell’epidemia. Riusciremo a impedire quello che sta succedendo in Gran Bretagna? Questa è la sfida delle prossime settimane”. Lo ha detto a LaPresse Paolo Bonfanti, professore di Malattie infettive all’università di Milano Bicocca e responsabile Malattie infettive della Asst di Monza.

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