Città del Vaticano, 27 giu. (LaPresse) – “Quante civiltà e dominazioni sono sorte, fiorite e poi cadute, con le loro opere mirabili e le conquiste sul terreno: tutto è passato. Cominciando dal nostro padre Abramo la parola di Dio invece ha continuato rimanere lampada che ha illuminato ed illumina i nostri passi. Vi lascio la pace, vi do la mia pace ha detto il Signore risorto ai discepoli ancora impauriti nel cenacolo dopo la Pasqua: anche io, ringraziandovi per la vostra testimonianza e il vostro perseverare nella fede, vi invito a vivere la profezia della fratellanza umana, che è stata al centro dei miei incontri ad Abu Dhabi e a Najaf, come pure della mia Lettera enciclica Fratelli Tutti. Siate davvero il sale delle vostre terre, date sapore alla vita sociale desiderosi di contribuire alla costruzione del bene comune, secondo quei principi della Dottrina sociale della Chiesa tanto bisognosa di essere conosciuta, come era stato indicato dall’Esortazione apostolica postsinodale Ecclesia in Medio Oriente e come avete voluto ricordare commemorando il centotrentesimo anniversario della Lettera enciclica Rerum Novarum”. Così Papa Francesco in una lettera ai patriarchi cattolici del Medioriente che celebrano oggi, in occasione della prima Giornata della pace per l’Oriente, una liturgia per invocare dal Signore il dono della pace nella regione mediorientale e consacrarla alla Sacra famiglia.

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