Trento, 4 giu. (LaPresse) – “Alle 15 il Consiglio dei ministri andrà a discutere il terzo elemento del trittico della riforma sulla governance, semplificazione e reclutamento nuovo capitale umano della pubblica amministrazione che porterà allo sblocco di 20 mila assunzioni”, le prime tre di “40 riforme” del Recovery plan. “Sia chiaro: non è un’infornata, ma un’obbligazione che abbiamo contratto con l’Unione europea in ragione del Pnrr. Il Pnrr è un contratto che ci permette di indebitarci con i mercato con la tripla A: abbiamo ricevuto 75 miliardi di euro regalati dall’Ue in cambio di quaranta riforme. Se non realizziamo tutto nei tempi stabiliti il contratto viene stracciato. E quindi non potremo spendere nemmeno un euro”. Così il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta al Festival dell’economia di Trento. “Contenuti e tempi sono fondamentali – dice Brunetta – Abbiamo concordato con la commissione europea virgola per virgola. Questa è la garanzia che non faremo infornate, investimenti sbagliati. Faremo riforme che non siamo mai stati in grado di fare dal dopoguerra ad oggi. Le tensioni di ieri non sono state politiche ma portate avanti dalla tecnocrazia burocratica conservatrice. Cioè tra un apparato obsoleto e la necessità dell’innovazione. Oggi è bene parlare delle cose che si sono già fatte e non delle aspirazioni. Cambiare il modo di fare i concorsi nella pubblica amministrazione, per esempio. Siamo passati dall’800 alla modernità, non più carta e penna ma concorsi solo digitali. Semplificati, concorsi efficienti e regolari e responsabili in tre mesi contro i 4 e 5 anni del passato. Non più concorsi con 300 mila partecipanti, non più palestre affollate da migliaia di concorrenti, ma concorsi spalmati sulla stagionalità con gestione degli stessi efficiente e sicure. E’ un cambio di passo che l’Europa ci chiede”.

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