Milano, 30 mag. (LaPresse) – “Il caposervizio, Gabriele Tadini, era a conoscenza della presenza dei ceppi che evitano l’azionamento dell’impianto frenante” della funivia del Mottarone “ed è stato lui a ordinare di metterli. L’installazione di questi ceppi è avvenuta già dall’inizio della stagione di quest’anno, esattamente il 26 aprile”. Così un dipendente della funivia del Mottarone, sentito nei giorni scorsi come teste dalla procura di Verbania, secondo quanto riporta l’ordinanza della gip, Donatella Banci Buonamici, che ha disposto gli arresti domiciliari per il caposervizio Gabriele Tadini e la libertà per Luigi Nerini, gestore, ed Enrico Perocchio, direttore di esercizio, dopo il crollo della funivia che ha causato la morte di 14 persone. Il teste aggiunge: “Vi era infatti un problema all’impianto frenante della cabina numero 3, per cui era stato richiesto l’intervento di una ditta specializzata, che però non aveva risolto il problema. Tadini, nonostante ciò, ha ordinato di far funzionare l’impianto con i ceppi inseriti anche se non erano garantite le condizioni di sicurezza necessarie”.

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