Roma, 25 mag. (LaPresse) – “Dobbiamo garantire il massimo possibile di sicurezza. Io ricordo, tra le cose della Germania, che di fronte ad ogni nuova costruzione nel capitolato sono previsti i primi dieci anni di manutenzione di gestione. In Italia invece una cosa nuova viene fatta e poi lasciata andare, è il nostro grande problema. La manutenzione appartiene al restauro. Quando crollò il Ponte Morandi – ricorda – telefonai a casa ai miei due nipoti ingegneri edili e loro dissero: ‘Una sola parola zio, manutenzione’”. Lo dice il vicepresidente della Cei, monsignor Franco Giulio Brambilla, in un briefing con la stampa durante la 74esima Assemblea Generale all’Hotel Ergife di Roma.

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