Milano, 19 apr. (LaPresse) – “Per tutti, il carcere deve avere finestre aperte su un futuro, deve essere un tempo volto a un futuro di reinserimento sociale, come esige la Costituzione. Ma le modalità debbono diversificarsi, debbono tenere in considerazione le specificità di ogni situazione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia in occasione dell’intitolazione del carcere di Bergamo al cappellano don Fausto Resmini, morto per Covid il 23 marzo dello scorso anno. “Credo che debba essere letta in questa chiave anche la pronuncia della Corte costituzionale, annunciata dal comunicato stampa dello scorso 15 aprile, sull’ergastolo ostativo – ha aggiunto Cartabia -. Bisognerà leggere con attenzione le motivazioni che chiariranno l’esatto significato della decisione. Mi pare che sin da ora si possa ritenere che la Corte ha già individuato nell’attuale regime dell’ergastolo ostativo elementi di contrasto con la Costituzione, ma chiede al legislatore di approntare gli interventi che permettano di rimuovere l’ostatività tenendo conto della peculiare natura dei reati connessi alla criminalità organizzata di stampo mafioso, e quindi nel rispetto di regole specifiche e adeguate”.

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