Roma, 12 apr. (LaPresse) – “Gianroberto Casaleggio voleva che la piattaforma fosse neutra. Sono sicuro che se ci fosse stato, avrebbe fatto in modo che il Movimento si servisse di un ente esterno. Questo lo ha detto bene in televisione il figlio Davide, ma lo spiega bene anche lo stesso Gianroberto in uno scritto di 15 anni fa”. Lo dice a LaPresse il professor Domenico De Masi, sociologo e professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, interpellato in merito all’eredità poltica di Gianroberto Casaleggio, parlando del braccio di ferro in atto tra M5S e Rousseau. “La piattaforma non deve essere gestita dagli stessi leader del Movimento, ma da un ente esterno”, aggiunge. Perché “se ci fosse una votazione su qualcosa che gli sta a cuore ci sarebbe un conflitto di interesse, cercherebbero di fare in modo di avere ragione”. Ma “in questa vicenda sono abbastanza distaccato nell’analisi. Dunque, se la piattaforma deve essere neutra, nemmeno Davide Casaleggio la potrebbe gestire, perché è parte in causa”.

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