Tim e Vodafone siglano partnership per la condivisione della rete mobile
Tim e Vodafone siglano partnership per la condivisione della rete mobile

Le due aziende svilupperanno congiuntamente l'infrastruttura 5G

Tim e Vodafone hanno siglato una partnership per la condivisione della rete mobile. L'intesa, che fa nascere la più grande Towerco in Italia, viene presentata all'Accademia dei Lincei a Roma. "Oggi nasce una grande società, anzi trasforma una società, che diventa molto importante di prima: sarà controllata da Tim e Vodafone", ha detto Luigi Gubitosi, amministratore delegato Tim. Aldo Bisio, amministratore delegato Vodafone Italia, è presente alla conferenza stampa assieme a  Giovanni Ferigo, amministratore delegato Inwit, che ora gestisce 11mila torri circa per Tim, le quali andranno ad unirsi alle 11mila di Vodafone. Tim e Vodafone si divideranno il segnale attivo su base regionale.

Le due aziende, illustra una nota diffusa in occasione della firma, "svilupperanno congiuntamente l'infrastruttura 5G per una più efficiente implementazione della nuova tecnologia su un'area geografica più ampia e ad un costo inferiore". Questa operazione, prosegue il comunicato, consentirà dunque di "ridurre sensibilmente il gap di sviluppo tecnologico tra i grandi centri urbani e le aree rurali del Paese e permetterà di accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative per le imprese".

Per Vodafone l'accordo comporterà sinergie per oltre 800 milioni di euro, oltre ai benefici indiretti derivanti dalle sinergie di Inwit. Vodafone riceverà altresì un corrispettivo di 2,14 miliardi di euro e si aspetta di ricevere proventi incrementali nel tempo pari a oltre 1 miliardo di euro che intenderà utilizzare per ridurre il debito. Per Tim l'effetto finanziario delle sinergie attese sarà dell'ordine di oltre 800 milioni di euro, che si aggiungono alle sinergie stimate per la nuova Inwit in termini di miglioramento dell'Ebitda per 200 milioni di euro l'anno entro il 2026. L'effetto di deleverage sull'indebitamento è atteso nel tempo in diminuzione di oltre 1,4 miliardi di euro.
 

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