Spazio, rilevato scontro tra buchi neri a metà velocità della luce
La ministra Giannini: Successo che parla anche italiano

Grazie alle onde gravitazionali, gli scienziati hanno potuto individuare una fusione tra due buchi neri, avvenuta a 1,34 miliardi di anni luce di distanza dal nostro pianeta. Gli studiosi hanno potuto determinare la massa dei due buchi neri, quella complessiva del buco nero finale e il momento angolare della loro rotazione. Quando i due buchi neri si sono scontrati e fusi, la loro velocità era pari a metà della velocità della luce. Lo ha spiegato Fulvio Ricci, coordinatore di Virgo. Questo, ha sottolineato, "apre un nuovo capitolo nella fisica fondamentale". Si apre perciò, come ha spiegato oggi il fisico italiano Carlo Rovelli in una intervista a LaPresse, "una nuova finestra" sul "cuore delle galassie", "una seconda luce che vede delle cose diverse". La prima rilevazione delle onde gravitazionali di Einstein è avvenuta il 14 settembre 2015 alle 11.50 (fuso Central Eastern Time), quando i due interferometri di Hanford e Livingston (rispettivamente nordest e sudovest degli Stati uniti, esattamente a 3.002 chilometri di distanza l'uno dall'altro) hanno rilevato lo stesso segnale.

 

GIANNINI: SUCCESSO CHE PARLA ITALIANO. "Dopo la scoperta del bosone di Higgs, la comunità internazionale dei fisici festeggia oggi un altro importante traguardo scientifico: la prima conferma diretta dell'esistenza delle onde gravitazionali. Un regalo perfetto per i 100 anni della Relatività Generale di Albert Einstein, che è stato il primo a pensarle e a descriverle nelle sue equazioni". Lo dichiara il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

"Questo risultato - sottolinea Giannini - è stato possibile grazie all'impegno di una collaborazione globale di più di un migliaio di scienziati, distribuita su quattro continenti. È un risultato che affonda le sue radici anche nella prestigiosa tradizione del nostro Paese nel campo della fisica, nei lavori pionieristici di Edoardo Amaldi, Guido Pizzella e Adalberto Giazotto".

"Come quattro anni fa al Cern di Ginevra, l'Italia è oggi tra i protagonisti della scoperta, grazie all'intelligenza, alla caparbietà e all'impegno dei ricercatori della Collaborazione Virgo, che fa capo all'interferometro dello European Gravitational Observatory (Ego), di Càscina, vicino Pisa, progetto ideato e realizzato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Centre National de la Recherche Scientifique francese. Un laboratorio fiore all'occhiello dell'eccellenza italiana, dei nostri scienziati e della nostra industria. Un esempio di come gli investimenti nella scienza e nelle grandi infrastrutture di ricerca siano essenziali per il progresso delle conoscenze e per lo sviluppo del Paese. Colgo l'occasione - chiude Giannini - per ringraziare tutti i ricercatori che, con questa fondamentale scoperta, ci permetteranno, d'ora in poi, di guardare il cielo con nuovi occhi. Come fece Galileo Galilei più di 400 anni fa".

 

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata