È morto Paul Allen, fondatore di Microsoft con Bill Gates

Si è spento a 65 anni dopo aver combattuto due volte il cancro. Il suo ex socio con cui aveva litigato quando aveva lasciato il gruppo negli anni Ottanta: "Il personal computing non sarebbe mai esistito senza di lui"

Paul Allen, co-fondatore del colosso Microsoft insieme a Bill Gates, è morto senza riuscire a vincere la sua ultima battaglia contro il cancro. Investitore, filantropo e proprietario della squadra di football americano dei Seattle Seahawks, dei Portland Trail Blazers, team di basket della Nba, e dei Seattle Sounders nella Soccer Major League, Allen si è spento a 65 anni. Tra i miliardari più ricchi del pianeta, aveva anche fondato la Stratolaunch Systems, azienda che ha costruito l'aereo più grande del mondo progettato come una sorta di 'rampa di lancio' per i razzi lanciatori di satelliti. Il primo test era previsto per il 2019.

"Mio fratello era un individuo straordinario a tutti i livelli, anche se la maggior parte delle persone conosceva Paul Allen come un imprenditore tecnologico e filantropo, per noi era molto amato e un amico eccezionale", ha detto la sorella di Allen, Jody. Anche Gates, suo ex socio con cui aveva litigato quando aveva lasciato il gruppo negli anni '80, ha riconosciuto il valore di Allen. Salutando "uno dei suoi più cari amici", che "meritava più tempo", Gates ha sottolineato che "il personal computing non sarebbe mai esistito senza di lui", secondo una dichiarazione citata dalla stampa statunitense. Allen è morto due settimane dopo avere rivelato pubblicamente il ritorno del linfoma non Hodgkin, che colpisce i globuli bianchi e contro il quale aveva combattuto già nove anni prima.

Chi era Paul Allen. Nato il 21 gennaio 1953 a Seattle, è figlio di un bibliotecario e di un'insegnante. Compagno di classe di Gates, mentre lavorava come programmatore di computer persuade l'amico a lasciare Harvard per creare Microsoft, che diventa la più importante compagnia del mondo negli anni '90. Allen lascia la società nel 1983 per problemi di salute ma continua a occuparsi delle azioni, che costituiscono la maggior parte della sua fortuna, stimata in circa 20 miliardi di dollari. Tornato a dirigerla nel 1990 fonda anche la Vulcan Ventures,  specializzata in servizi di connettività via cavo a banda larga. Lascia definitivamente la guida di Microsoft nel 2000, che continuerà a seguire come consulente. Nel suo libro di memorie 'Idea Man' del 2011, Allen descrive nel dettaglio il suo rapporto un po' burrascoso con Gates agli albori di Microsoft: all'origine vi è la divisione del 50-50 nella nuova compagnia. Gates aveva insistito per prendere il 60%, diventato poi 64%, motivo per cui Allen racconta di sentirsi 'truffato'. Riporta infatti di avere intercettato nel 1982 una conversazione tra il co-fondatore e Steve Ballmer, un altro dirigente del gruppo, in cui i due discutevano su come avrebbero potuto "diluire la mia partecipazione (di Allen, ndr) in Microsoft offrendo azioni a se stessi e agli altri azionisti". Dopo una lettera di sei pagine di scuse di Gates, Allen lascia la compagnia.

A quel punto, decide di investire in progetti di ricerca nella sua città natale, Seattle. Ad esempio, dedica 100 milioni di dollari per fondare l'Allen Institute for Brain Science nel 2003. Un decennio più tardi, crea l'Allen Institute for Artificial Intelligence, per studiare gli impatti sulla società delle nuove tecnologie, e l'Allen Institute for Cell Science, per finanziare la ricerca per il trattamento delle malattie. La sua fondazione sposa una serie di cause, tra cui iniziative anti-bracconaggio in Africa, a favore della ricerca sul clima e l'energia e alcuni progetti per i senza tetto, oltre ad azioni per le arti e la cultura.

Suonava la chitarra sin da quando era un adolescente e ha inciso un album blues-rock con il suo gruppo Underthinkers nel 2013, che è stato recensito da Rolling Stone. Non era sposato e non aveva figli.

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