Los Angeles, apre il museo dei selfie: l'autoscatto è un'opera d'arte
Un'esposizione interattiva aperta per due mesi

Fare un selfie è questione di arte: bisogna scegliere la giusta angolatura, togliere la parte del braccio teso per scattare la foto, sollevare il mento e soprattutto sorridere. Non è dunque così sorprendente che questa febbre dell'autoscatto nell'era dei social network abbia adesso un museo dedicato, che è stato inaugurato domenica a Glendale, alla periferia di Los Angeles.

Curiosi di esplorare tendenze e origini di questo fenomeno, divertendosi, i due fondatori del Museo dei selfie, Tommy Honton e Tair Mamedov, hanno avuto l'idea di un'esposizione interattiva. "I selfie hanno una storia sorprendentemente ricca che risale a quando l'umanità ha creato l'arte", spiega Tom Honton. Statue che imitano il celebre David di Michelangelo con uno smartphone rosa in mano, un trono fabbricato con i selfie-stick, ma anche le istruzioni di sicurezza del governo russo diffuse dopo diversi incidenti mortali, o ancora l'autoscatto fatto da una scimmia con la sua macchina dal fotografo David Slater: con la loro esposizione, i fondatori del museo vogliono dimostrare che questi autoscatti sono ben più che una semplice foto.

"Rembrandt ha realizzato centinaia di autoritratti, Albrecht Dürer cinque, Van Gogh decine. Qual è la differenza? Evidentemente la tecnica artistica e la portata sono un aspetto, ma in realtà se i telefonini e le macchine fotografiche fossero esistite, tutti avrebbero potuto farne". E nel museo il selfie è quasi obbligatorio. Aperto per due mesi, il Museo dei selfie potrà prolungare la sua esistenza a Los Angeles se ce ne sarà occasione, spiegano i fondatori, che si dicono anche pronti a pensare a un'esposizione itinerante negli Stati Uniti o addirittura nel mondo. Vi si trovano anche delle statistiche legate alla tendenza del selfie, da cui emerge per esempio che le donne sono più pronte degli uomini a fare dei selfie. A San Paolo il 65,4% dei selfie viene fatto da donne, a New York il 61,6%, percentuale che esplode a Mosca, con l'82%. 
 

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