L'Italia punta a uno dei 10 supercomputer più potenti al mondo

Una macchina da oltre 150 petaflop che consentirebbe al tricolore di sventolare nella top 10 dei computer più potenti al mondo, attualmente dominata dagli Stati Uniti

L'Italia si fa avanti per ospitare uno dei nuovi supercomputer europei con entrata in funzione prevista entro fine 2021. Una macchina da oltre 150 petaflop, unità di misura che corrisponde a una potenza di calcolo di un milione di miliardi di operazioni al secondo, che consentirebbe al tricolore di sventolare nella top 10 dei computer più potenti al mondo, attualmente dominata dagli Stati Uniti con cinque elaboratori, seguiti dalla Cina con due.

"Abbiamo convenuto al momento attuale che l'Italia parteciperà con un accordo quadro", conferma Sanzio Bassini, direttore del dipartimento Supercalcolo di Cineca, il consorzio interuniversitario che rappresenta l'Italia quando si parla di questi temi a livello internazionale, commentando il lancio da parte della European High-Perfomance Computing Joint Undertaking, l'ente che invece consente la messa in comune di risorse europee e nazionali con l'obiettivo di sviluppare una infrastruttura pan-europea di supercalcolatori, di una call mirata a raccogliere le manifestazioni di interessi per due supercomputer di questo ordine di potenza e altri due - meno performanti - di scala peta.

A fare parte dell'accordo, spiega ancora Bassini, saranno lo stesso Cineca in qualità di mandatario, il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca come garante del cofinanziamento richiesto dall'Unione europea, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa). L'European High-Perfomance Computing Joint Undertaking contribuirà con 120 milioni di euro e altri 120 milioni di euro dovranno essere messi in cofinanziamento, il 50% dei quali destinati all'investimento e il 50% alle spese d'esercizio, per un ciclo tecnologico stimato in cinque anni. "Partecipiamo per vincere e con ottime possibilità di vittoria", afferma il responsabile di questo settore in Cineca, anticipando che, nel caso l'Italia si aggiudicasse la macchina, il data center dovrebbe essere realizzato nel Tecnopolo di Bologna. Le prestazioni del supercomputer verrebbero messe a disposizione del mondo della ricerca in un vasto orizzonte di ambiti, che potrebbero andare dalla fisica delle alte energie all'astrofisica, passando per l'intelligenza artificiale e l'osservazione dello spazio.

A velocizzare la sua entrata in funzione sarebbe la presenza in veste di "test vehicle" del calcolatore che il Cineca già gestisce, attualmente diciannovesimo nella graduatoria mondiale, e che entro la fine del 2020 dovrebbe acquisire 40-50 petaflop. Il 50% della capacità di produzione della nuova macchina sarà destinata a bandi e borse di studio a livello europeo e il 50% a progetti italiani, con un 20% massimo che verrà offerto a pagamento al settore privato.
 

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