Frida Kahlo diventa Barbie: si scatena 'guerra' su diritti d'immagine
La pronipote della pittrice: "Questi prodotti non c'entrano con ciò che Frida era"

Per la giornata internazionale delle donne 2018, Mattel ha presentato nuove Barbie ispirate alle donne che hanno segnato la storia. Messo da parte il cliché della bianca-bionda-alta-e-magra, con i suoi arricciacapelli e le vasche idromassaggio, a ispirare bambine e bambini si affacciano sugli scaffali le piccole copie di 14 donne iconiche: tra loro la pilota Amelia Earhart, la capitana della Juventus e della nazionale italiana di calcio Sara Gama, la regista Patty Jenkins, la matematica Katherine Johnson, la pittrice Frida Kahlo. E proprio attorno a quest'ultima è nata una disputa: la famiglia dell'artista sostiene che i diritti d'immagine siano stati rubati, accusando Mattel di averne travisato l'essenza.

Kahlo, nata nel 1907 e morta nel 1954, è considerata tra gli artisti e le artiste più importanti del ventesimo secolo. Il produttore di giocattoli ha annunciato mercoledì che la pittrice messicana, nota per i suoi ritratti intimi e ricordata anche per il suo look anticonformista (ne sono un simbolo le folte sopracciglia e la peluria sul viso), sarebbe stata inclusa nella nuova collezione Inspiring Women di Barbie. Una scelta che ha incuriosito, vista la contraddizione tra ciò che la bambola Mattel rappresenta e il pensiero della pittrice, che stravolse le norme di genere e non si sottomise alle consuetudini e imposizioni sociali su come le donne dovessero apparire e comportarsi.

Ma la famiglia Kalho non ci sta. In una dichiarazione, ha affermato: "Mara Romeo, pronipote di Frida Kahlo, è l'unica proprietaria dei diritti d'immagine dell'illustre pittrice messicana", Mattel "non ha la dovuta autorizzazione a usarla". La risposta della compagnia con sede in California è stata: "Per la creazione della bambola, Mattel ha lavorato in stretta collaborazione con la Frida Kahlo Corporation, proprietaria di tutti i diritti relativi al nome e all'identità di Frida Kahlo". L'avvocato di Romeo, Pablo Sangri, ha spiegato ad AFP che la disputa è nata dopo che la famiglia ha istituito la Frida Kahlo Corporation nel 2005, in collaborazione con la Casablanca Distributors. Questa ha violato il contratto (ora scaduto), non informando i familiari dell'artista sugli usi del "marchio", ha detto il legale, e in più non ha mai avuto i diritti sull'immagine della pittrice, ma solo su "alcuni usi del suo nome".

La questione va oltre la disputa sui diritti d'immagine, ha affermato però Romeo, pronipote della sorella della pittrice, Cristina Kahlo. L'artista era nota per le sue posizioni assertive sull'identità messicana e sulla femminilità spontanea, non 'rivista' per rispettare canoni sociali. "Avrei voluto che la bambola fosse più simile a Frida, che non fosse come questa con gli occhi chiari. Mi sarebbe piaciuto avesse le sopracciglia unite, che i suoi vestiti fossero fatti da artigiani messicani", "che rappresentasse la forza" di mia zia e il Messico, ha detto la donna ad AFP. La discendente di Frida Kahlo ha inoltre sottolineato che l'immagine della pittrice, diventata negli ultimi anni una 'icona pop', è usata illegalmente anche da molte compagnie che l'hanno stampata su tantissimi prodotti, dalle tazze alle borse, dai quaderni a molto altro. "Questi prodotti non c'entrano con ciò che Frida era", ha commentato.
 

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