Braccialetti elettronici ai lavoratori: è polemica su Amazon
Da Salvini a Calenda, la politica si schiera contro il colosso hiTech

Un "braccialetto a ultrasuoni" potrebbe consentire ad Amazon di controllare che i dipendenti al lavoro nei suoi magazzini mettano le mani nel posto giusto. Il colosso del commercio elettronico, secondo quanto riferito dal sito di tecnologia GeekWire, ha depositato un paio di brevetti legati a questa tecnologia composta da un emittente (il braccialetto, appunto) e da un ricevitore, che permette di rilevare la posizione delle mani su un piano a due dimensioni, monitorando la performance legata a compiti specifici.

Non è detto che il brevetto trovi effettivamente un'applicazione pratica all'interno dell'azienda. Ma, teoricamente, i dati raccolti attraverso il sistema potrebbero essere incrociati con una mappatura degli oggetti presenti in deposito, in modo da verificare se chi indossa il device sta andando a prendere la merce nel posto giusto. La semplice notizia del brevetto, ripresa da diverse testate, ha intanto già scatenato polemiche sui social, con l'azienda accusata di esagerare nel controllo dei propri dipendenti.

A tuonare dal proprio profilo Facebook è anche Matteo Salvini. "Uomini o schiavi?", si domanda il leader leghista, annunciando di voler "restituire dignità al lavoro" che alcune multinazionali "sfruttano, spremono e poi rottamano". E ha chiesto un incontro urgente ai vertici di Amazon. Il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda ha parlato con l'azienda: "Ho spiegato, e loro del resto hanno capito, che una cosa come quella - che non è in uso ma è stata brevettata - in Italia non ci sarà mai. Gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria e sono bellissimi". 

Il caso scoppia in un momento particolarmente delicato per la società in Italia. Amazon ha infatti annunciato da poche settimane l'apertura di due nuovi centri: uno a Torrazza Piemonte, nella città metropolitana di Torino, e uno a Casirate d'Adda, in provincia di Bergamo, per un totale di 1.600 posti di lavoro. Ma in autunno ha anche dovuto affrontare il primo sciopero dei dipendenti del polo di Castel San Giovanni, nel piacentino

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