AI, Papa Leone XIV avverte: “Non delegare ad algoritmi decisioni che spettano a coscienza umana”

AI, Papa Leone XIV avverte: “Non delegare ad algoritmi decisioni che spettano a coscienza umana”
Papa Leone XIV all’udienza generale settimanale in Piazza San Pietro (Foto AP/Andrew Medichini)

Prevost ha sottolineato l’urgenza di moltiplicare le relazioni umane

Anche Papa Leone XIV mette in guardia sui rischi legati a un uso incontrollato dell’intelligenza artificiale. “Non delegare agli algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana”, ha detto il Pontefice nel corso dell’udienza generale del mercoledì.

Nel corso della catechesi, Prevost ha sottolineato l’urgenza di moltiplicare le relazioni umane in un contesto storico in cui “lo sviluppo tecnologico, la diffusione dei mass media e dei social media, il sempre crescente ricorso all’intelligenza artificiale aprono nuove possibilità, abbattendo barriere e distanze” e “le relazioni tendono a diventare sempre meno personali, più virtuali”. “Fare in modo che i rapporti sociali abbiano spessore reale e profondità personale è, a tale riguardo, il contributo che la comunità cristiana si propone di offrire”, ha detto ancora il Pontefice.

AI, la posizione dei leader mondiali e delle Big Tech

Il dibattito sui rischi dell’intelligenza artificiale si intensifica, con i principali protagonisti del settore e le istituzioni internazionali che chiedono maggiore cautela, controlli e regole condivise. Il co-fondatore e Ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha invitato l’industria a rallentare lo sviluppo dell’AI, annunciando che la sua azienda seguirà la prima fase di un piano in tre punti. L’allarme arriva dopo un incidente di sicurezza che avrebbe coinvolto agenti interni di OpenAI, capaci di accedere a Internet senza autorizzazione e attaccare Hugging Face. Secondo Amodei, una versione più potente di questi sistemi potrebbe arrivare ad assumere il controllo dei computer connessi alla rete entro sei mesi. Il manager ha precisato che rallentare non significa interrompere lo sviluppo, ma garantire test adeguati per ogni nuova generazione di modelli.

AI, Papa Leone XIV avverte: “Non delegare ad algoritmi decisioni che spettano a coscienza umana”
Dario Amodei (AP Photo/Markus Schreiber, File)

Posizione a metà invece del direttore di OpenAI, Sam Altman, che martedì durante una conferenza a San Francisco, ha detto che ritiene che le persone dovrebbero riporre maggiore fiducia nella sua azienda e in altre simili per quanto riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, nonostante le crescenti preoccupazioni dell’opinione pubblica riguardo a tutti i rischi connessi. Tuttavia, Altman ha osservato che i timori delle persone riguardo all’AI sono giustificati, dato che le capacità di questi strumenti hanno registrato rapidi progressi: “Non ci vuole tanta immaginazione per immaginare come tutto questo possa andare storto. Penso che il mondo abbia ragione ad averne paura”.

Anche l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto interventi urgenti per adeguare la governance dell’AI alla velocità del progresso tecnologico. Ha avvertito che eventuali malfunzionamenti o utilizzi deliberatamente dannosi potrebbero compromettere servizi essenziali, infrastrutture critiche e istituzioni democratiche, oltre a minacciare la privacy e amplificare la disinformazione. Türk ha sollecitato verifiche indipendenti sulle capacità degli agenti e una regolamentazione fondata sul diritto internazionale dei diritti umani.

Sul piano internazionale, la Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha invitato a promuovere uno sviluppo dell’AI aperto e inclusivo, mettendo in guardia contro narrazioni allarmistiche e competizioni sleali. Microsoft ha invece pubblicato un codice di condotta provvisorio per i propri modelli MAI, che prevede limiti all’impiego dell’IA per lo sviluppo di armi, l’elusione della supervisione umana, i deepfake malevoli e i contenuti che sessualizzano i minori.

Il tema divide anche i leader politici ed economici. Donald Trump ha difeso lo sviluppo dell’AI e dei data center statunitensi, accusando i critici di favorire la Cina. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha evidenziato il rischio che l’Europa diventi dipendente da tecnologie e infrastrutture controllate da soggetti esterni, con possibili conseguenze sulla sovranità economica e sulla gestione dei dati. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato i rischi per la centralità dell’essere umano e per le disuguaglianze sociali. La premier Giorgia Meloni ha chiesto standard globali vincolanti per la tracciabilità dei contenuti generati dall’AI e una governance fondata sull’“umanesimo tecnologico”, con particolare attenzione alla dignità del lavoro, al controllo degli agenti e alla tutela dei dati e dell’identità digitale. Il primo ministro canadese Mark Carney ha sostenuto la creazione di un organismo globale per la stabilità tecnologica.

AI, Papa Leone XIV avverte: “Non delegare ad algoritmi decisioni che spettano a coscienza umana”
Mark Zuckerberg (AP Photo/Godofredo A. Vasquez, File)

Nel confronto è intervenuto anche Mark Zuckerberg, secondo cui sicurezza e allineamento dei modelli devono diventare priorità per i laboratori di AI. Il Ceo di Meta ha rivendicato il rinvio del lancio di Muse per concentrarsi sulla sicurezza e ha proposto un maggiore ricorso a valutatori indipendenti, oltre a destinare più risorse allo sviluppo di servizi per le persone anziché a una corsa al miglioramento delle capacità dei modelli.

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