AI, Rossi: “Con le nuove tecnologie la provincia ha una grande occasione”

AI, Rossi: “Con le nuove tecnologie la provincia ha una grande occasione”
Filippo Rossi (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

Il direttore di ‘TheSocialPost’ intervistato da LaPresse: “L’intelligenza artificiale è un grande strumento democratico”

L’intelligenza artificiale (AI) e la rivoluzione digitale possono diventare una grande occasione per le città di provincia. A patto che la politica sappia comprenderne gli effetti e trasformarli in nuovi obiettivi. Ne è convinto Filippo Rossi, direttore di ‘TheSocialPost’, giornalista e scrittore; autore, insieme a Luciano Lanna, di ‘Fascisti immaginari. Tutto ciò che c’è da sapere sulla destra’ e di ‘Dalla parte di Jekyll. Manifesto per una buona destra’, fondatore a Viterbo del festival culturale ‘Caffeina’ e autore del recente ‘Pensare la città. Viterbo immaginaria, leggere il futuro’, pubblicato da Rubbettino.

“L’intelligenza artificiale è un grande strumento democratico”, dice Rossi a LaPresse. Anche chi vive in provincia, o “nel paese di mille anime”, ha oggi accesso a quella che definisce “una biblioteca intelligente globale che prima non aveva”. E gli stessi Comuni possono costruire servizi per i cittadini che prima non potevano offrire a volte per semplice mancanza di personale. Ma la tecnologia non produce automaticamente sviluppo. “Come ogni scatto in avanti del progresso tecnologico, non è che poi i risultati vengono da soli, ma la politica ha il dovere di capirli intanto e poi cavalcarli e crearsi degli obiettivi”, aggiunge.

La trasformazione è già evidente. Digitalizzazione, streaming e lavoro a distanza hanno ridotto la distanza culturale e professionale tra provincia e metropoli: “C’è più metropoli dentro casa che nelle piazze”, sintetizza Rossi. Per questo città come Viterbo possono tornare ad attrarre professionisti, famiglie e cittadini che in passato erano costretti a trasferirsi nelle grandi aree urbane. La sfida è costruire un’offerta all’altezza di questi nuovi abitanti: cultura, servizi, occasioni di incontro e qualità urbana. Anche un’identità forte come quella della ‘Città dei Papi’, secondo Rossi, non può limitarsi al “giocattolo in piazza”, alla semplice attrazione tecnologica.

Il tema è “l’integrazione potente” degli strumenti digitali dentro un progetto più ampio. Perché identità non vuol dire nostalgia e il vero cambiamento non è soltanto tecnologico: “La digitalizzazione della società, compresa l’intelligenza artificiale, comporta il cambiamento di obiettivi politici”.

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