Zebre e gobbi, megashow per nuovo stadio

Torino, 8 set. (LaPresse) - Poco più di un'ora di spettacolo, un condensato di emozioni per ripercorrere i 114 anni di storia della Juventus culminati con il 'battesimo' del nuovo stadio. Dal momento istituzionale con il taglio del nastro del sindaco di Torino Piero Fassino (fischiato all'inizio del suo discorso) in compagnia del presidente Andrea Agnelli, ai ricordi toccanti di Gaetano Scirea e delle vittime dell'Heysel, dalla sfilata dei più grandi campioni della storia juventina, con Gianpiero Boniperti e Alex Del Piero su tutti, fino all'omaggio a Gianni ed Umberto Agnelli. Il tutto chiuso da un grande spettacolo di fuochi pirotecnici. Tutto questo e altro ancora è stata la 'opening ceremony' del nuovissimo Juventus Stadium. Ad introdurre la serata uno juventino doc, il dj Linus. A lui il compito di intrattenere il pubblico prima dell'inizio dello spettacolo vero e proprio.

In tribuna anche il presidente della Fiat John Elkann con la moglie Lavinia e i due figli Oceano e Leone, Il fratello Lapo con la fidanzata Bianca Brandolini D'Adda, Allegra Agnelli, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, il vicepresidente del Csm Michele Vietti e tutto il gotha del calcio italiano a partire dal presidente della Figc, Giancarlo Abete. Il ministro dell'interno Roberto Maroni non e' venuto ma "mi ha promesso che verra a visitare lo stadio nei prossimi giorni", ha garantito Cota. Si parte con un countdown in cui sui maxischermi dello stadio scorrono autentici pezzi di storia bianconera. Gli ultimi secondi del conto alla rovescia da 29 a 0, mostrano in time-lapse le fasi di costruzione del nuovi impianto, accostandolo a immagini simbolo dei 29 scudetti (una piccola licenza... polemica) conquistati. Lo show vero e proprio inizia con un omaggio ai colori della squadra: 3 giraffe meccaniche vestite da zebre, 420 performer vestiti da 'gobbi' fanno il loro ingresso sul terreno di gioco tra musica e ironia. Una coreografia che culmina nel primo momento emozionante della serata, durante l'ingresso di un acrobata aereo, i performer al centro del campo si posizionano in modo da formare un numero 6 e sugli schermi appare la scritta: 'Gaetano Scirea per sempre'.

Il momento istituzionale con la fanfara della Brigata alpina taurinense che intona l'inno di Mameli, poi il presidente Andrea Agnelli, il sindaco Piero Fassino con la 'madrina' Cristina Chiabotto effettuano il tradizionale taglio del nastro. Lo show prosegue con una parata dei trofei, seguiti a stretto giro dai più grandi campioni della storia juventina introdotti da Linus. Sui maxischermi scorrono sempre le immagini dei successi della Juve e dei suoi giocatori più rappresentativi. Seduti sulla panchina che leggenda vuole fu il luogo in cui si riunirono il gruppo di studenti torinesi che fondarono il club, ecco comparire Gianpiero Boniperti e Alex Del Piero. Passato e presenta della Juve, a loro il compito di raccontare cosa rappresenta la squadra bianconera. Sulle note dell'aria 'Un bel dì vedremo' intonata da un soprano, si arriva all'omaggio per Gianni ed Umberto Agnelli. L'Avvocato e il Dottore che hanno legato il proprio nome ai più grandi successi juventini. Nel finale ancora emozioni: il commovente ricordo delle vittime dell'Heysel, con 39 bambini che liberano nell'aria 39 palloncini bianchi che rappresentano 39 anime che volano in cielo. Lo show si conclude con un 'welcome home' sulle note di Michael Jackson e con tre stelle tricolori formate sul campo dai performer della serata, seguito da un effetto pirotecnico attorno al campo che corona il finale dell'evento.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata