Zarate dall'Argentina attacca la Lazio: Rovinato da Lotito e la sua cupola

Torino, 15 lug. (LaPresse) - "Quando ero e in televisione c'era una partita, mi chiudevo al bagno a piangere per non farmi vedere da mia moglie. Non riuscivo più a guardare il calcio". Così Mauro Zarate in una intervista al quotidiano argentino Olè ricorda gli ultimi mesi da giocatore della Lazio. Il neo attaccante del Velez Sarsfield ne ha per tutti, a partire dal presidente Claudio Lotito: "E' assurdo che ti impediscano di fare quello che ti piace. Sono tornato dall'Inter, da quel momento Lotito e la sua cupola mi hanno fatto fuori". Quindi ricorda: "L'ultima volta che mi sono allenato in gruppo era novembre, non ho mai sentito la fiducia di nessuno. Non ho giocato neanche un minuto in quindici partite, è qualcosa che mi ha danneggiato molto. Una situazione folle".

Sempre a proposito di Lotito, Zarate è durissimo e dichiara che la cupola a cui si riferisce è quella composta da "Lotito, Tare, l'allenatore e due o tre giocatori. Sono loro che decidono tutto. Non mi era mai successo nulla di simile". Ancora un attacco a Lotito: "Mi ha fatto un contratto molto importante al tempo, un contratto impossibile da sostenere per la Lazio. Voleva vendermi ad altri club ma non è riuscito a trovare una soluzione adeguata e negli ultimi anni si è rifiutato di pagarmi. E quando sono andato a lamentarmi, il nostro rapporto è finito. Non mi ha voluto più in squadra ma allo stesso tempo non mi ha lasciato andar via".

Il Velez Sarsfield ha annunciato il suo acquisto, e Zarate non vede l'ora di cominciare: "Ora sto bene fisicamente, devo solo riprendere il ritmo partita. Ho ricevuto offerte anche da grandi club argentini, ma ho sempre detto che il mio desiderio era tornare al Velez. Qui mi sento amato, è il mio posto. Non l'ho fatto per i soldi, in Europa avevo ricevuto offerte più ricche, sono tornato perché amo questo club".

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