Wimbledon incorona Bartoli regina: battuta in finale Lisicki

Londra (Regno Unito), 6 lug. (LaPresse) - Fino a ieri era famosa soprattutto per il suo servizio estremamente laborioso, i tanti tic nervosi e le forme abbondanti. Da oggi invece Marion Bartoli entra nella storia del tennis scrivendo il suo nome sull'albo d'oro di Wimbledon, il più suggestivo fra i tornei del Grande Slam. Per la francese quella ottenuta oggi contro la tedesca Sabine Lisicki per 6-1, 6-4 in 1h18' di gioco è stata la prima affermazione in carriera in un torneo dello Slam dopo la finale persa sempre sull'erba londinese nel 2007 contro Venus Williams (6-4, 6-1). L'eterna promessa del tennis transalpino, classe 1984, ha dovuto aspettare la maturità per piazzare la sua più grande impresa tenistica in carriera. La Bartoli, numero 15 delle classifiche mondiali, è stata brava nello sfruttare un tabellone benevolo dove non ha mai incontrato nessuna delle top 10 ma, allo stesso tempo, non ha perso neanche un set in tutto il torneo.

Se la Francia ride la Germania piange. Arrivata in finale dopo aver battuto nel corso del torneo la numero uno del mondo Serena Williams ed altre giocatrici di primissimo livello come Stosur e Radwanska, la tennista classe 1989 ha 'bucato' malamente la finale dal punto di vista della tenuta mentale. Dopo aver vinto il primo game del match la Lisicki infatti ha avuto un blackout totale commettendo una marea di errori gratuiti consentendo così alla Bartoli di volare in un amen sul 6-1, 5-1. Soltanto una volta con le spalle al muro la tedesca, numero 23 del ranking Wta, ha avuto una reazione di orgoglio annullando tre palle match ala rivale prima ed issandosi fino al 4-5 poi. Nel decimo game però la francese ha archiviato la pratica con autorità tenendo il servizio a zero e chiudendo con un ace. La più classica ciliegina sulla torta del trionfo finale.

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