Uefa, Platini: Tavecchio? Non è razzista, solo un'uscita infelice. No a moviola, basta Blatter

Torino, 21 ott. (LaPresse) - "Tavecchio? La sua candidatura l'ha decisa il calcio italiano, noi non abbiamo interferito. La disciplinare lo ha sospeso per sei mesi, ma non è tanto". Lo ha detto Michel Platini nel corso di una intervista rilasciata a Ilaria D'Amico per Sky Sport. "Se il calcio italiano non l'avrebbe ritenuto un buon candidato non l'avrebbe votato. Siamo in democrazia. Poi non penso sia razzista, ha fatto una c.... Un'uscita infelice", ha aggiunto Le Roi.

Platini ha parlto anche del suo connozionle Rudi Garcia che sta facendo benissimo alla Roma: "Ha fatto un grande lavoro e sono orgoglioso di essere un francese a Roma. Ha fatto giocare bene la squadra, tutti sono felici di lui". Ancora a proposito della Roma, capitolo Totti: "E' un genio del calcio, forse l'unico che ha fatto tutta la sua carriera in una sola squadra".

Ma con Platini non si può non parlare di Juve. "Il futuro di Pogba? La Juve è una grande d'Europa, deciderà lui quello che vuole fare con la sua famiglia. Ci saranno tanti soldi di mezzo, ma credo Andrea Agnelli deciderà quello che deve fare". Sul suo mancato ritorno a Torino in veste diversa da calciatore, Platini haa detto: "Non si vive due volte la stessa storia d'amore per questo non sono tornato a Torino".

"Gli voglio bene ma quattro anni fa ha chiesto il nostro sostegno dicendoci che sarebbe stata la sua ultima candidatura alla presidenza della Fifa. Ora viene a chiederci di nuovo di supportarlo, ma gli ho risposto che non lo faremo più, abbiamo bisogno di aria fresca", ha detto invecePlatini ai microfoni di Raisport, in occasione della presentazione del suo libro 'Parliamo di calcio', a proposito del presidente della Fifa Joseph Blatter.

Il presidente Uefa ribadisce il suo no alla moviola in campo: "Non sarebbe di alcun aiuto, perchè la tv non è la verità. Ostacolerebbe soltanto la fluidità del gioco. Per aiutare l'arbitro, ho aumentato il numero dei suoi assistenti". Platini svela poi il nome del suo idolo: "Era Cruijff, il più grande tra gli umani. Pelè, invece, era di un altro pianeta".

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