Tennis, Us Open: Djokovic e Murray volano al terzo turno. Ok Serena Williams

New York (Usa), 29 ago. (LaPresse) - Undici game concessi in due partite. Non male per un Novak Djokovic arrivato a New York con qualche dubbio in testa dopo le due batoste di fila rimediate nei Masters 1000 estivi (da Tsonga a Toronto e da Robredo a Cincinnati). Ok, l'argentino Schwartzman (n. 79 Atp) ed il francese Mathieu (n. 81 Atp) non saranno proprio clienti pericolosi ma tant'è. Nel match di secondo turno, vinto per 6-1, 6-3, 6-0 contro il 32enne di Strasburgo, Nole ha fatto vedere, per lunghi tratti, quel tennis che un mese e mezzo fa gli aveva permesso di vincere il suo secondo trofeo ai 'The Championships'. "E' stata una stagione molto intensa, ho giocato match importanti e duri, e non solo a Wimbledon" - ha detto il 27enne di Belgrado al sito della Federtennis -. "E non c'è stato solo il tennis, mi sono anche sposato. Certo, avrei voluto arrivare a Flushing Meadows con qualche partita in più, giocare meglio nell'estate americana, ma oramai è andata. A New York c'è un'atmosfera totalmente diversa rispetto a Wimbledon: lì tutto era silenzioso, tranquillo: qui è tutto frenetico e rumoroso, ma va bene così". Il caldo sta creando problemi a diversi giocatori, costretti al ritiro o colpiti dai crampi. "Lunedì, quando ho giocato il mio primo match, nella sessione serale su Ventrale c'era davvero tanta umidità" - ha aggiunto Djokovic - "Ho dovuto cambiare quattro/cinque magliette: oggi (mercoledì, ndr) una soltanto in tutta la partita. In questo periodo dell'anno il tempo a New York è sempre imprevedibile e devi essere pronto a tutto. Oltretutto si gioca tre su cinque. Naturalmente se giochi di giorno col sole e non c'è troppo vento è difficile giocare il tuo tennis migliore per l'intero match".

Al prossimo turno il numero uno del mondo, già trionfatore nello Slam a stelle e strisce nel 2011, dovrà vedersela con lo statunitense Sam Querrey, numero 57 Atp: nel bilancio dei precedenti il serbo è avanti per 7-1 con il 26enne di San Francisco che è riuscito ad imporsi solo Masters 1000 di Parigi-Bercy nel 2012. Promosso al terzo turno anche Andy Murray, ottava testa di serie e vincitore a New York nel 2012, che ha superato agevolmente il tedesco Matthias Bachinger per 6-3, 6-3, 6-4. Negli altri match di secondo turno della parte alta del tabellone maschile da segnalare le vittorie dello statunitense John Isner, tredicesima testa di serie (7-6, 6-4, 6-2 al tedesco Struff), del giapponese Kei Nishikori, decima testa di serie (64 61 rit. sullo spagnolo Andujar), e del francese Jo-Wilfried Tsonga, vincitore a Toronto e nona testa di serie (6-3, 6-4, 6-4) al kazako Nedovyesov.

Nel tabellone femminile, Ana Ivanovic è stata eliminata al secondo turno. La tennista serba si è arresa in due set per 7-5, 6-4 a Karolina Pliskova. Una ex grande promessa del tennis ceco, insieme alla gemella Krystina, questa ragazza bionda di oltre un metro e novanta non è più giovanissima: classe 1992, i lampi d'eccellenza che l'avevano vista trionfare agli Australian Open junior di qualche anno fa si sono per ora spenti in una classifica e un rendimento che per ora l'hanno vista mettere appena il naso nella Top 50. Ana Ivanovic invece arrivava qui con un recente passato luminoso e ambizioni da secondo weekend di torneo. Ma come molte volte le è capitato negli Slam, e agli US Open in particolare, una giornata storta le è più che sufficiente per farle saltare completamente sicurezze e fiducia. E per quanto la sua stagione le abbia ampiamente e meritatamente regalato un posto nella Top 10, dopo i quarti di finale raggiunti in Australia il suo 2014 negli Slam è stato ancora una volta deludente.

E' una sconfitta che lascerà l'amaro in bocca per un po', perché tra i tanti che si aspettavano un suo bel torneo a New York c'era anche e soprattutto lei. Per Karolina Pliskova è invece la più importante vittoria in carriera. Con le lunghe leve che si ritrova, dare velocità alla palla non è mai stato un grosso problema. Far muovere i piedi ai tempi del tennis moderno, invece, è sempre stato il suo più grande limite. Contro la Ivanovic, in questo secondo turno, il gioco di piedi è apparso brillante e pronto ai piani alti di questo sport. Non si faccia illudere dal blasone dell'avversaria sconfitta, però: Ana su questi campi è stata capace di perdere da numero 1 del mondo contro Julie Coin, numero 188 del mondo.

Victoria Azarenka, qualche gradino più in basso della Ivanovic tanto secondo il seeding quanto secondo i bookmaker, è progredita invece al terzo turno in modo piuttosto convincente. La bielorussa, scesa al numero 17 del mondo dopo una stagione compromessa dall'infortunio al piede, ha sconfitto per 6-3, 6-2 la statunitense Christina McHale. Era partita malissimo, andando sotto 3-0 0-40. Si è ripresa e ha infilato un parziale di 12 giochi a 2. Serena Williams, uno dei grandi punti interrogativi di questo torneo, ha demolito la connazionale di origini asiatiche Vania King, con il punteggio di 6-1, 6-0. Cinquantasei minuti per approdare al terzo turno, con 25 vincenti e la determinazione di chi vuole dimostrare qualcosa, da qui a dieci giorni. A secco negli Slam, la numero 1 del mondo si porta ancora dietro l'ombra della preoccupante uscita di scena a Wimbledon. A meno di due mesi di distanza, la salute psicofisica sembra essere tornata. Chssà se basterà per conquistare il primo Slam di questa stagione. Ha sofferto Eugenie Bouchard, testa di serie numero 7. La giovane canadese semifinalista quest'anno agli Australian Open e al Roland Garros e finalista a Wimbledon, è stata costretta al terzo set dalle rumena Sorana Cirstea: 6-2, 6-7 (4), 6-4.

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