Tennis, follia Fognini: chiama avversario 'Zingaro' poi si scusa

Roma, 17 lug. (LaPresse) - Talento cristallino da una parte tenuta mentale non sempre consona allo sport professionistico di alto livello dall'altra. Fabio Fognini torna nell'occhio del ciclone. Il tennista ligure, numero 15 del mondo, impegnato ad Amburgo nella difesa del titolo conquistato l'anno scorso ha perso incontro e controllo dei nervi nel match di secondo turno contro il qualificato serbo Filip Krajinovic. Il 22enne si è imposto con un secco 6-4, 6-0 in soli 54 minuti di gioco. Scivolone inaspettato a parte ciò che fa discutere è l'espressione "zingaro di m...." pronunciata da Fognini nel corso del match e ripresa dalle telecamere. Immagini che hanno fatto il giro del web scatenando subito le polemiche contro il fidanzato di Flavia Pennetta.

In mattinata Fabio ha twittato le sue scuse: "Dato che è la cosa più importante cui parlare non mi vergogno a dirlo: ho sbagliato, non volevo offendere nessuno - ha detto - Conosco Filip molto bene e chi fa sport sa che a volte si va oltre dicendo cose senza senso (vedi il calcio)". "Non volevo offendere nessuno - aggiunge ancora Fognini - ripeto ho sbagliato!!! Spero che voi giornalisti riportiate anche questo! Grazie". Una mossa che, comunque, non ha frenato le critiche di molti appassionati di tennis che, come si legge in molti commenti pubblicati sulla pagina facebook del giocatore, lo vorrebbero "escluso dalla Coppa Davis". Altri invece, in maniera più bonaria, lo consigliano di "non sprecare il talento" cercando di mantenere l'autocontrollo.

Non è la prima volta che in questa stagione Fognini si lascia andare ad atteggiamenti discutibili. A Montecarlo nel corso del match contro Joe Wilfried Tsonga se la prese con il padre Fulvio presente sugli spalti nel corso di un campo di campo andando poi a perdere una partita che stava invece conducendo con grande personalità. Una sorta di 'Dr Jekyll e Mr Hyde' che può staccare la spina in qualsiasi momento e, affetto del pubblico a parte, rischia di rendere incompiuta una carriera che a 27 compiuti sembrava finalmente indirizzata verso la conquista di traguardi prestigiosi.


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