Berrettini alla conquista di New York: "Non voglio fermarmi"
Berrettini alla conquista di New York: "Non voglio fermarmi"

Il 23enne romano con il successo su Rublev è il primo azzurro a qualificarsi per i quarti di finale degli Us Open 42 anni dopo Barazzutti. Mercoledì affronterà Monfils per la semifinale del torneo di Flushing Meadows 

Una ascesa irresistibile, che non sembra conoscere ostacoli e che molto presto potrebbe portarlo ad entrare nella top ten del tennis mondiale. Matteo Berrettini non si ferma più e con la vittoria in tre set ai danni del russo Andrey Rublev diventa il primo azzurro a qualificarsi per i quarti di finale degli Us Open 42 anni dopo Corrado Barazzutti, ma unico a riuscirci sul cemento di Flushing Meadows. Grazie a questo risultato il 23enne romano è già sicuro lunedì di ritoccare il suo best ranking (numero 20) e se dovesse andare avanti nulla gli è precluso. Nei quarti Berrettini affronterà il 33enne francese Gael Monfils, che ha travolto Pablo Andujar. Un avversario temibile, mai affrontato prima, ma per essere un quarto di finale in uno Slam poteva andare decisamente peggio.

Giovane, alto (1 metro e 96) e forte (90 kg), Berrettini è un atleta nato avendo praticato nuoto, calcio e judo a livello competitivo, prima di dedicarsi a tempo pieno al tennis all'età di 8 anni. Dopo un buon 2018 (primo titolo ATP e top 60), in questa stagione è letteralmente esploso: migliorando il suo potente servizio (51 aces, 81% di punti con la prima a New York), il diritto altrettante devastante (87 dei 197 punti conquistati) e soprattutto il rovescio (contro Rublev decisive le variazioni tattiche con il rovescio slice), il giovane romano è già entrato nella storia del tennis italiano come il più giovane giocatore ad aver conquistato tre titoli del circuito maggiore e, insieme ad Andreas Seppi e Lorenzo Sonego, l'unico ad aver vinto un torneo ATP su erba.

Proprio l'esperienza sull'erba, a Wimbledon, con la lezione subita negli ottavi da sua maestà Roger Federer ha fatto crescere Berrettini nella consapevolezza delle proprie possibilità. Così dopo un'estate travagliata per un problema alla caviglia (ha giocato solo a Cincinnati), Berrettini si è presentato a New York in perfetta forma e ora non vuole più fermarsi. "Sono orgoglioso di quello che sto facendo e del mio team. Mi sto togliendo delle grandi soddisfazioni ma non voglio fermarmi qua - ha dichiarato il 23enne azzurro - credo che che sia una frase abbastanza normale da dire ma non sempre è così scontata. Sono felicissimo per me, per l'Italia, per tutti gli appassionati che mi seguono". Sull'aver eguagliato Barazzutti, Berrettini ha detto: "Ci siamo abbracciati, era felicissimo per la mia vittoria".

Oggi il tennista romano avrà un giorno di riposo (magari lo passerà guardando un film del suo attore preferito Jason Statham), nel quale proverà a ricaricare le batteria e iniziare a concentrarsi sul suo prossimo avversario Monfils. "L'ho visto giocare da quando ero molto giovane. E' prima di tutto un atleta - ha spiegato Berrettini - poi un tennista. E' incredibile il modo in cui si muove in campo, in cui salta. Potrebbe essere un grande piacere giocare contro di lui. Devo giocare il mio tennis migliore per vincere. Normalmente, comunque, io non adatto il mio tennis ai miei avversari. Penso prima a me, al mio servizio, al mio dritto, poi penso all'avversario". Appuntamento a mercoledì, quindi, non prima delle 17 ora italiana per continuare a sognare... magari una semifinale contro Rafa Nadal.
 

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