Alexander Zverev
Alexander Zverev e Naomi Osaka, la Next Gen del tennis mette la testa fuori

I dieci eventi sportivi del 2018. Uno sport ancora comandato dai mostri sacri (Federer, Nadal, Djokovic, Serena Williams) che hanno ucciso in culla un paio di generazioni. Adesso qualcosa si muove e dal master esce un giovane tedesco di origine russa

La Nextgen del tennis arriva finalmente all'ultimo match della stagione. Arriva sull'ultimo passante di Alexander Zverev che si spegne all'incrocio delle righe dove Nole Djaokovic non può arrivare: 6-4, 6-3 sul veloce di Londra (il 18 novembre scorso) e un ragazzo tedesco di 21 anni vince il master Atp, l'ultimo torneo, quello tra i migliori otto del mondo. Alexander figlio di Aleksandr Michajlovič anche lui tennista che, ai suoi tempi, difese i colori dell'Urss e, adesso, allena il suo ragazzo, si batte tra i pro dal 2016, ha già vinto dieci tornei (tra cui Roma e Montreal) ed è numero 4 del mondo (chiuderà la stagione da numero 3 grazie al trionfo su Djokovic). Ma nessuno tra gli osannati ragazzini del tennis mondiale era arrivato a vincere un torneo di questo valore che si avvicina agli slam. Nessuno, soprattutto, aveva dato la sensazione di continuità.

E così, ancora oggi, il tennis mondiale poggia sulle spalle di Roger Federer (37 anni, 99 titoli vinti), Rafa Nadal (32 anni, 80 trofei) e Novak Djokovic  (31 anni, 72 trionfi). Tre che, tra acciacchi, alti e bassi, brevi o lunghi periodi di obnubilamento, possono ancora dare la paga a tutti. E dall'altra parte, tra le signore, le cose vanno un po' meglio: Simona Halep ha 27 anni, Angelique Kerber 30 e Carolina Wozniacki 28; tutte ragazze diventate grandi all'ombra dell'intramontabile Serena Williams (37 anni) che dopo una figlia e tanti problemi, se è in forma (le succede sempre più di rado) può batterle ancora tutte. Tra le femmine, almeno, c'è Naomi Osaka (21 anni) che quest'anno ha vinto gli Us Open battendo in finale la grande Serena e finendo a piangere fra le sue braccia.

Insomma, il tennis moderno ha saltato intere generazioni di bravi tennisti che sono diventati grandi all'ombra di campioni che girano il mondo e vincono da quasi vent'anni e non intendono lasciare il posto finché qualcuno non gliele suona per bene.

Zverev, almeno, ci ha provato, vincendo questo master londinese che, per lui, è soprattutto un trampolino per l'anno prossimo, la stagione che comincia tra un mese e che avrà i soliti quattro tornei dello Slam si spera non con i soliti vincitori. E a MIlano, ai primi di novembre, si è svolto il torneo delle Next Gen: assente Zverev (impegnato al master dei "grandi"), c'erano Tsitsipas (Grecia), Shapovalov (Canada), De Minaur (Australia), Tiafoe (Usa), Fritz (Usa), Rublev (Russia), Munar (Spagna), Hurkacz (Polonia). Ha vinto Tsitsipas battendo in finale Alex De Minaur in quattro set ((2-4 4-1 4-3 4-3) con il nuovo punteggio ancora difficile da digerire che dovrebbe rendere le partite di tennis più brevi e più televisive. Per la cronaca, va detto che i Next gen italiani viaggiano piuttosto lontano: Moroni, Brancaccio, Jacopo Berrettini, Pellegrino, Balzerani, Fonio, Dalla Valle e Caruana sono tutti oltre i primi 100 del mondo, ma, almeno con Cecchinato, Berrettini, Sonego e qualcun altro, un certo ricambio, tra gli uomini c'è già stato.

Tra le donne, dopo la Osaka (che quest'anno dovrà provare a confermarsi), ci sono Kasatkina, Konjuh, Siniakova, Osttapenko, Bellis, Dodin, Chirico, Vekic, Sorribes-Tormo, Vekic e Vikhlyantseva. Anche qui, italiane non pervenute. Uscite di scena Pennetta, Schiavone, Errani e Vinci, c'è solo Camila Giorgi che ha chiuso l'anno al numero 26 del mondo. NextGen, sì, ma non per tutti.

 

 

 

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata