Carlos Alcaraz, al rientro dopo l’infortunio, è stato eliminato ai quarti dell’Us Open 2026 dallo statunitense Ben Shelton, ma il campione spagnolo mostra di non accusare il colpo. “Esco dal campo felice. Esco dal campo con un sorriso. Sono orgoglioso di me stesso, di come ho lottato”. Alcaraz lo ha detto dopo l’eliminazione dal torneo che ha sancito il ritorno in campo del tennista spagnolo dopo il lungo stop per un infortunio al polso. “Come ho detto prima dell’inizio del torneo, la mia aspettativa era di venire, competere, giocare questo tipo di partite, essere in salute – ha aggiunto – È stata una partita combattuta, davvero combattuta, quindi sono deluso di non aver vinto alla fine, ma sono comunque contento perché fisicamente ero molto stanco, ma ho trovato il modo di spingermi oltre i miei limiti”. Alcaraz si è anche complimentato con Shelton che “ha giocato una partita molto completa e matura. Sapeva esattamente cosa fare in ogni momento. E, fisicamente, è una bestia. Sembrava non avesse alcun punto debole”.
Shelton: “Battaglia epica, la partita più divertente della mia carriera”

Shelton festeggia l’impresa: “Sono stanco. È stata una battaglia, una partita epica, durissima dal punto di vista fisico”, dice il tennista statunitense. “Carlos a soli 23 anni è già uno dei più grandi campioni del nostro sport ed è sempre divertente trovarsi in campo contro di lui. A volte è assurdo vedere le cose che riesce a inventarsi. Ma questa è stata sicuramente la partita più divertente che abbia mai giocato nella mia carriera – ha ammesso – Carlos a soli 23 anni è già uno dei più grandi campioni del nostro sport ed è sempre divertente trovarsi in campo contro di lui. A volte è assurdo vedere le cose che riesce a inventarsi. Ma questa è stata sicuramente la partita più divertente che abbia mai giocato nella mia carriera”. La chiave non è stata solo il servizio. “Ho risposto davvero bene e credo di essere stato intelligente nel modo in cui ho affrontato i suoi turni di battuta. L’ho costretto a giocare tante palle e sono stato bravo ad approfittare delle occasioni nelle quali non trovava perfettamente gli angoli che cercava – ha evidenziato – Allo stesso tempo non mi sono preoccupato troppo quando serviva esattamente dove voleva e faceva ace. Per me è stato importante riuscire a tenere negli scambi, avere un piano da fondocampo ed eseguirlo senza perdere tutti i punti dalla linea di fondo. Anche questo mi ha aiutato molto in risposta”. Il pubblico, fino a ben oltre le 3 della notte, è rimasto in tribuna a sostenere entrambi. “Per me l’energia arriva sempre dalle persone che sono sugli spalti. Che siano i miei allenatori e il mio team, la mia famiglia e i miei amici oppure la città di New York, che è rimasta qui fino alle tre del mattino e oltre continuando a gridare ‘USA’ fino alla fine. Sono loro che mi hanno permesso di continuare a lottare e sono loro che mi hanno aiutato a vincere questa partita. Grazie alla città di New York”.
“New York è la più grande città dello sport al mondo”
Parlando ancora della Grande Mela “è incredibile. Dico sempre che New York è la più grande città dello sport al mondo e che questo è lo stadio più bello del mondo. Spero soltanto che il mio migliore amico e mia sorella non debbano presentarsi al lavoro alle sei del mattino, fra tre ore. Sarebbe un bel gesto da parte dei loro datori di lavoro concedergli una giornata libera… – ha aggiunto ridendo – Ma sono davvero grato per tutto questo. Mi sento molto fortunato, Dio mi ha benedetto in tantissimi modi. Essere qui davanti a questo pubblico è un onore assoluto, così come è un onore condividere il campo con Carlos. Cerco di godermi ogni singolo momento che posso vivere qui”. In tribuna, tra gli altri, anche papà Bryan, che sa bene cosa vuol dire vivere certe emozioni, da giocatore e da coach. “Per me e mio padre è stato semplicemente bellissimo essere parte di una partita del genere. Il livello di tennis, la durata dell’incontro, la battaglia che è diventato e quanto sia rimasto equilibrato, con continui cambiamenti da una parte e dall’altra: sono tutte cose che sappiamo apprezzare – ha concluso – A prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, alla fine avremmo avuto comunque un sorriso sul volto“.

