Supercoppa, Lotito: Lazio vuole andare all'estero, no a Torino

Roma, 4 giu. (LaPresse) - "La Supercoppa in Italia? Io penso che debba prevalere prima l'interesse generale. Con i colleghi dell'Assemblea proveremo a trovare una soluzione di salvaguardia prima di tutto degli interessi della Lega. Una cosa è certa, noi la vogliamo svolgere all'estero. Poi se si dovesse svolgere in Italia non sarà a Torino, su questo non c'è ombra di dubbio". Lo ha detto Claudio Lotito al suo arrivo in via Allegri a Roma per il Consiglio Federale. Il patron generale torna quindi sulla polemica a distanza con la Juventus su data e sede della finale di Supercoppa: "Come Lega avevamo deliberato in Consiglio che dovesse essere data esecuzione al contratto che prevedeva avremmo dovuto giocare a Pechino. La Juventus - attacca Lotito - indipendentemente da questo si è organizzata una turnè in America. Non è un impedimento obiettivo però". Lotito come sempre è un fiume in piena: "Adesso vediamo se troviamo una soluzione, altrimenti bisogna dare esecuzione al contratto. Tra l'altro la Lazio ha rinunciato ad una turnè in Sud America perdendo un importo importante, perchè sapeva che avrebbe dovuto adempiere a questo impegno".

Per il patron biancoceleste, non si tratta di un "problema economico, è un problema di rispetto delle regole. Siamo all'interno di un'associazione e c'è bisogno che tutti le rispettino. Ci sono venti società e nel momento in cui si è assunta una posizione da parte della Lega, in termini formali attraverso la sottoscrizione di un contratto, questo deve essere rispettato. Altrimenti si perde di credibilità, quindi bisogna che le società si adeguino. Altrimenti non esiste più la vita associazionistica". Lotito non ha alcuna intenzione di recedere dinanzi alle richieste della Juventus di indivuduare una soluzione alternativa e minaccia: "La Lazio farà valere l'applicazione delle regole, anche perchè la maggioranza assoluta delle squadre in Assemblea è conforme all'esecuzione del contratto. Non mi sembra che la Juve trovi conforto su questa posizione. Io parto da un presupposto che quando si vive all'interno di un'assocazione ci sono prima gli interessi comuni e poi quelli personali. Se si vuole far prevalere gli interessi personali questo comporta dei problemi. È quello che sta accadendo. Così il sistema perde credibilità, aldilà dei cavilli trovati per venirne fuori".

Quindi Lotito ribadisce la posizione sua e della Lazio: "Io ho posto un problema, che fare una partita a Pechino comporta una crescita del valore del brand. Farla in Italia è diverso, aldilà del risultato economico. Tra l'altro una società si organizza una turnè dalla quale ricava dei soldi, creando un danno ad un'altra che rinuncia a una sua turnè e non percepisce le somme e ha un danno anche di immagine. Non è solo problema economico - conclude - ma di valenza della manifestazione e di organizzarla a certi livelli".

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