L'oro di Sofia, "una pasticciona" al comando dello sci mondiale

I dieci eventi sportivi del 2018. Il trionfo della Goggia ai Giochi Olimpici di PyeongChang. L'amicizia con la grande americana Lindsey Vonn

L'immagine che passerà alla Storia mostra Lindsey Vonn (bionda, alta e decisamente americana) abbracciata a Sofia Goggia (dolce, piccola e terribile donna italiana). E' lo sport che affratella che fa dire a Lindsey che una sconfitta da Sofia è meno amara "perché Sofia è un'amica".

Amiche, ma anche pronte a tutto sul campo di battaglia della discesa olimpica (21 febbraio) di PyeongChang 2018 (Corea del Sud). Sofia è attesa (qui ha già vinto l'anno prima) tra le favorite. Scende con il pettorale numero 5 col cielo terso e poco vento. In testa c'è Tina Weirhater che è scesa in 1'39"85. Tina è forte ed è un punto di riferimento importante. Sofia si butta giù e ti fa gelare il sangue. Perché ai primi tre intermedi è dietro: 3 centesimi, poi 10, poi 32. Daniela Ceccarelli (che ha vinto un oro olimpico in SuperG a Salt Lake City 2002) commenta per la Rai e coglie che Sofia, da metà gara in poi, mette "a posto i piedi" e comincia a pennellare. Al quarto intertempo, dopo un paio di curvoni perfetti, Goggia è avanti di 11 centesimi che diventano 36 e sono 63 al traguardo. 

Sofia entra nel box di chi è in testa alla gara e deve subito tremare. Col pettorale 7 scende la grande Lindsey Vonn che al primo intertempo è avanti di 4 centesimi. Ma da lì in giù, l'americana comincia a perdere: 5 centesimi, poi 17, 40, 44. In fondo sono 47. Lindsey s'inchina e, poco dopo, sorridente, va abbracciare l'amica/avversaria che ricambia affettuosamente. E' una bella scena: fa bene allo sporto e fa bene anche a Lindsey Vonn che sta passando ore difficili: ha osato criticare Donald Trump ed è stata messa nel mirino dalla Casa Bianca con accuse di antiamericanismo. "Non ce l'ho con l'America - fa sapere - corro per gli Stati Uniti, amo il mio Paese. Ce l'ho con Trump". L'abbraccio serve anche a sottolineare che la Vonn, ragazza davvero sportiva, è un punto di riferimento per tutte le sciatrici del Circo Bianco e che fra lei e Trump poche hanno dubbi.

Sofia resta dunque nel box. Almeno fino al numero 19, quando scende la norvegese Ragnhild Mowinckel. La ragazza del nord mette subito paura: al terzo intertempo avanti di 7 centesimi; al quarto va sotto di 10, ma recupera: ne ha 4 di ritardo al quinto e una piccola sbandata negli ultimi metri dice che ha vinto Sofia con 9 centesimi di vantaggio: un battito di ciglia.

Vanno fuori le altre tre azzurre Federica Brignone (bronzo in gigante), Nadia Fanchini e Nicol Delago. Ma la festa è grande perché nella squadra azzurra sono davvero amiche.

La ragazza di Bergamo è fuori di sé dalla gioia:  "Ero concentrata su me stessa e sulle poche, essenziali cose che avrei dovuto fare per essere al meglio. Non era questione di medaglie o di vincere, volevo fare la mia discesa con il mio modo di sciare. Ieri, quando ho tagliato il traguardo dopo la terza prova, ho capito come avrei dovuto sciare oggi. C'erano due punti su cui avrei dovuto focalizzare l'attenzione e alcuni pronti in cui sapevo che avrei potuto fare la differenza sfruttando le pendenze. Ed è ciò che ho fatto. Sono felice perché non ho fatto errori. La migliore "goggiata" di sempre è arrivata oggi. Così cambiamo accezione al termine...".

E poi dice di se stessa definendosi "pasticciona": "La vittoria la dedico a me stessa, al mio bel Paese, alle persone che vogliono bene a Sofia indipendentemente dal fatto che vinca l'Olimpiade. Grazie a chi ha creduto ad una bambina che a sei anni sognava di vincere le Olimpiadi sulla neve di Foppolo. Sono una pasticciona, ma oggi ho cercato di essere una samurai".

E ancora, su Lindsey Vonn che piange ricordando il nonno Don Kildow appena scomparso:  "È incredibile. L'anno scorso, quando vinsi qui la mia prima gara di Coppa, la battei e mi sentii onorata di gareggiare con lei, la più grande sciatrice di tutti i tempi. È un grande onore per me competere con lei e combattere con lei, anche per la coppa del Mondo. Ricordo che la guardavo in tv, durante i miei infortuni di qualche anno fa. Allora sognavo di poter competere al top. Credo che devo ancora realizzare di aver vinto l'oro olimpico. Sento che sto per eruttare". Poi si congeda salutando in coreano. Inimitabile Sofia.

Dopo le Olimpiadi, la stagione va avanti con altre vittorie e con il successo nella coppetta di discesa (quarto posto in quella generale) Sofia, in due anni, ha vinto 5 volte in coppa del mondo (4 in libera e una in SuperG), ha vinto un oro olimpico e un bronzo mondiale (in gigante a Sankt Moritz 2017), si è piazzata 17 volte sul podio (10 secondi posti e 7 terzi). A ottobre, durante gli allenamenti a Hintertux, arriva la sfortuna. Sofia cade e si frattura il malleolo peroneale destro. Dovrà restare ai box per tutta la prima parte della stagione 2018/2019. Rientrerà a gennaio prossimo. Finora ci sta pensando Federica Brignone che ha già vinto il gigante di Killington.

 

 

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