Olimpiadi 2026, Milo e Tina vincono la loro ‘medaglia’: è caccia alle mascotte delle Olimpiadi 2026

Olimpiadi 2026, Milo e Tina vincono la loro ‘medaglia’: è caccia alle mascotte delle Olimpiadi 2026
Le mascotte Milo e Tina (Foto LaPresse/Claudio Furlan)

Milano Cortina ha i suoi simboli

Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 una fan avvilita, dopo aver girato un paio di negozi autorizzati, ha alzato bandiera bianca ammettendo che “l’unico modo per portarsela a casa credo ormai sia vincere una medaglia“. L’oggetto del desiderio è la mascotte olimpica dei Giochi, Milo e Tina. I fratelli ermellini di peluche, tenendo fede alla loro natura sono, come la loro ‘versione’ originale, difficili da ‘catturare’. Tina, abbreviazione di Cortina, è l’ermellino di colore più chiaro e rappresenta i Giochi Olimpici Invernali. Suo fratello minore Milo, abbreviazione di Milano, è il volto dei Giochi Paralimpici Invernali, è nato senza una zampa ma ha imparato a usare la coda.

Mascotte esaurite da tempo nei negozi ufficiali

Molti dei negozi ufficiali delle Olimpiadi nelle città ospitanti avevano già esaurito, a meno di una settimana dall’inizio dei Giochi, i due peluche e in questi primi giorni di gare la richiesta – come era lecito attendersi – è aumentata ancora di più. “Piacciono ai bambini ma anche agli adulti, molti acquistano la versione ‘bag charm’ per attaccarlo agli zaini”, ha dichiarato una negoziante di Bormio che espone i marchi ufficiali dei Giochi. Tutti gli atleti che salgono sul podio ricevono in regalo il peluche ed è per questo che la giovanissima fan ha pensato che l’unico modo per ottenerne uno sia la partecipazione ai Giochi.
Gli animali adornano articoli che vanno dalle tazze da caffè alle magliette, ma i peluche sono i più popolari. Hanno prezzi che vanno dai 18 ai 58 euro e molti dei principali negozi ufficiali di Milano, incluso il più grande presso il Duomo, e di Cortina e Bormio, sono stati svuotati. I collezionisti di mascotte non si fanno frenare dalla grande richiesta (anche on line è sempre più massiccia) e hanno puntato sulla prenotazione. “Le colleziono dai Giochi di Vancouver del 2010 e non intendo fermarmi”, ha dichiarato una ingegnere di sistemi di informatica pronta a dare la caccia a Tina e Milo.

A Cortina è l’oggetto più ambito

Anche nella ‘Perla delle Dolomiti’ la mascotte di Milano Cortina è l’oggetto più ambito. “Le stiamo aspettando da 36 ore, arriveranno ma non sappiamo quando”, racconta un commerciante sconsolato nello store affacciato su Piazza Roma, uno dei negozi maggiormente presi d’assalto fin dalle prime ore del mattino. Alla cassa e in coda la domanda si ripete sempre uguale a se stessa: ‘Tina e Milo le avete? Dove sono?’. Chi si accontenta all’occorrenza ripiega sui ‘Flo’, i piccoli bucaneve amici degli ermellini, fiori invernali disponibili in sei differenti versioni – presenti in abbondanza sugli scaffali – pensati per affiancare la mascotte principale. Anche se attualmente la stanno sostituendo.

La storia delle mascotte dei Giochi

La prima mascotte dei Giochi Olimpici Invernali era un omino con una testa bianca e rossa ed un corpo zigzagante blu, disegnato di Aline Lafargue. Il suo nome è Schuss, termine che in tedesco si riferisce alla discesa rettilinea ad alta velocità sugli sci, e dà il via ad una tradizione che da Grenoble 1968 non è stata mai interrotta. Solo l’edizione successiva di Sapporo, nel 1972, ha avuto una mascotte non ufficiale, perché non riconosciuta dal Comitato Olimpico. Si tratta di Takuchan, un orso tibetano che va sugli sci con sciarpa e cappello verdi, realizzato dal reparto design della Seiko, sponsor dei Giochi. Ma da Innsbruck 1976 la tradizione dei Giochi sotto il profilo del merchandising prende piede con Schneemandl, un pupazzo di neve dal cappello tirolese rosso che riscuote grande successo. Albertville 1992 è invece la rassegna invernale dove si vede per la prima volta la mascotte dei Giochi Paralimpici Invernali: è Alpy, una vetta montuosa monosci che rappresenta la Grande Motte. Negli anni si è passati dalle creature mitologiche al design contemporaneo. Tina e Milo possono essere considerate le prime mascotte della Gen Z. Motivo del loro successo.

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