Salernitana-Nocerina, Malagò: Danno d'immagine a tutto sport italiano. Abete: Spettacolo avvilente

Roma, 11 nov. (LaPresse) - "I responsabili delle cose sono tutti però i nostri interlocutori sono chi organizza i campionati. Il Coni su questa partita deve dare il suo giudizio ed, in piena sintonia con il presidente della Figc Giancarlo Abete, sono molto arrabbiato con la Lega Pro perché questo argomento lo conosceva a memoria". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in merito al derby farsa fra Salernitana e Nocerina sopseso al 21' del primo tempo, a margine del convegno Ussi 'La libertà di stampa nello sport' organizzato presso il Cc Aniene. "Anche se sono vittime ed ostaggi ed è giusto che si costituiscano parte civile è troppo facile dire 'purtroppo è successo' - aggiunge - perché nel momento in cui queste tre squadre (Salernitana, Nocerina e Paganese, ndr) sono finite nello stesso girone bisognava fare di tutto e non è stato fatto visto che 400 persone sono andate fuori dall'albergo della Nocerina ed hanno creato questo. Bisogna che nella vita ad un certo momento ognuno si assuma le proprie responsabilità".

"I fatti di Salernitana-Nocerina hanno creato un danno d'immagine non solo al calcio ma a tutto lo sport italiano, sono molto contrariato come credo tutti gli sportivi", ha sottolineato Malagò. "Ci sono 5 soggetti in questa gara che si sono assunti delle responsabilità, giocatori, allenatore, dirigenza della Nocerina, autorità locali e Lega Pro - aggiunge il numero uno dello sport italiano - Penso che indubbiamente il comportamento dei tifosi della Nocerina sia senza parole e su questo mi auguro che la legge, non qualla sportiva, li individui al più presto tenendo conto delle testimonianze anche visive oltre a quelle dei giocatori del club". Malagò racconta come ieri fosse con il suo omologo francese allo 'Stade de France' per assistere a Francia-All Blacks di Rugby: "una gara nella quale la Francia ha avuto una decisione sfavorevole dopo 5 minuti di visione della prova Tv e tutti hanno applaudito". "Poi - dice ancora il presidente del Coni - accendi il telefonino e ti senti raccontare queste vicende, inoltre in diretta tv, e complimenti a chi ha avuto questa brillante idea visto che da mesi era annunciata come partita a rischio. Qualcuno ha sottovalutato questi problemi".

In merito alla questione ultras-società, il presidente del Coni ha spiegato che "mi hanno detto che la Nocerina ha il più alto numero di sostenitori con la tessera del tifoso di tutta la Lega Pro. E' chiaro che in mezzo c'è tanta gente per bene ma purtroppo se non hanno la forza di isolare gli altri, capisco il rammarico di presidente e dirigenti, ma devono alzare bandiera bianca e dire: 'tutto questo non lo accetto occupatavene voi' e se ne devono andare perché é l'unico segnale che possono dare - ha sottolineato - Mi spiace moltissimo ma non ci sono alternative deve essere un discorso di totale non promiscuità con queste persone. Ci sono responsabilità da parte di tutti. Pare che qualcuno abbia consigliato di scendere in campo perché questo poteva consentire di salvaguardare i contributi federali però alla fine ne è uscita una farsa che ha gettato discredito nei confronti di tutti", prosegue Malagò. "Il problema esiste e non a caso io parlo di sottocultura che nasce dal mondo del calcio e di questo ne ho fatto un cavallo di battaglia - conclude amaramente - soprattutto dopo quanto successo ieri bisogna recuperare terreno".

ABETE - Sulla stessa linea di pensiero il presidente della Figc Giancarlo Abete. "Uno spettacolo avvilente, se vogliamo parlare di spettacolo, ovviamente non nel senso sportivo del termine. La problematica Salernitana, Paganese e Nocerina, si trascinava da anni in termini di rivalità tra le tifoserie - ha sottolineato il numero uno della Federcalcio - Quindi non è neanche una situazione inattesa sul versante di un comportamento di soggetti, di bande criminali che hanno comunque testimoniato di essere in grado di condizionare tutto un territorio e di fatto di determinare una minaccia tale e di portare a comportamenti non responsabili". Abete ha spiegato come sarebbe stato "molto meglio che la società, i giocatori, i tecnici, evidenziassero di non essere nelle condizioni di serenità per entrare in campo, perché ci può stare il fatto che la forza delle minacce e la pressione di soggetti che non hanno cultura della legalità porti a delle situazioni in cui uno non si senta di dare luogo a un comportamento contrario - ha evidenziato Abete - ma non ci sta quella sceneggiata in mezzo al campo, indecorosa, indegna, che costituisce una ferita per tutto il mondo calcistico di comportamenti di tutti coloro i quali hanno partecipato a quell'evento per 21 minuti". Il tecnico della Nocerina infatti ha subito effettuato le tre sostituzioni, mentre sul terreno di gioco cinque giocatori hanno inscenato un infortunio per far sì che la squadra rimanesse in sei e l'arbitro fosse costretto a interrompere la partita.

Sul problema ultras, il presidente della Figc ha sottolineato come "non è possibile che duecento persone, peraltro non nascoste all'interno di un gruppo di migliaia di persone, arrivino, minaccino all'interno dell'albergo dove si trova la squadra e vadano a festeggiare poi in piazza - ha evidenziato - Di fatto sono 200 persone che tengono in scacco, non un sistema sportivo, ma tengono in scacco un territorio". "Il fatto di andare in campo, dare luogo a tre sostituzioni in 50 secondi, ed a cinque infortuni a seguire è una cosa che neanche a raccontarla ci si potrebbe credere - aggiunge - Ci può essere una riflessione legittima critica sulla strutturazione dei gironi ma si pensava di superarla con l'intervento sulla singola partita". "Che ci fosse una reazione non l'accettazione da parte della tifoseria era abbastanza scontato - conclude Abete - ma che un gruppo di persone riescano a fare i 'dominus' all'interno di un territorio impedendo di fatto lo svolgimento di un evento questo è più preoccupante", ha sottolineato il presidente della Figc. Secondo Abete "è comprensibile, anche se non condivisibile, che una persona abbia terrore, paura e non se la senta", ha ammesso il presidente della Figc. "Nessuno deve essere un eroe nel momento in cui percepisce una grande minaccia, dobbiamo anche metterci nei loro panni - aggiunge - Ma scendere in campo per dare luogo ad uno spettacolo indecoroso non è accettabile, perché svilisce tutto il mondo del calcio ed anche il ruolo dei tesserati. Uno ha diritto di avere paura ma quando prende l'impegno di entrare in campo deve rispettare tutte le regole".

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