Roma, Pallotta: Il boss sono io, lo stadio si farà

Roma, 6 apr. (LaPresse) - "Io sono il presidente, nel bene e nel male. Non mi piace chiamarmi boss, ma sono io il boss". Così il presidente della Roma James Pallotta in una intervista a Teleradiostereo. Il patron del club giallorosso ha parlato a tutto campo, a partire dal futuro e da possibili nuovi investitori: "Sugli investitori c'è una strategia, tutto quello che abbiamo detto l'abbiamo fatto. Se poi leggete sui giornali qualcosa di diverso, è tutto sbagliato. Se volete sentire la verità dovete parlare con me - ribadisce - il resto sono cose riportate male. Se voi guardate quello che abbiamo investito, grazie alla squadra fatta da Baldini e Sabatini, abbiamo chiaramente la capacità di giocare contro le squadre più grandi. Sul capitale ci vuole più flessibilità, non è che adesso non abbiamo i capitali, tutto quello che leggete non è la verità". Inevitabile tornare sulla storia dello sceicco: "Non voglio entrare nei dettagli: abbiamo fatto tutti i controlli che potevamo fare, è stato firmato un accordo preliminare, se poi lui non l'ha rispettato non fa niente. Il giorno che la storia non è andata a buon fine, io già guardavo avanti. Infatti abbiamo annunciato accordi importanti, come quello con Nike".

Altro argomento caldo è la costruzione del nuovo stadio, per cui nei prossimi giorni Pallotta avrà una serie di incontro nella Capitale. "Abbiamo annunciato che vogliamo costruirlo, abbiamo trovato un grande socio e l'area adatta. Tutto quello che potevamo fare fino a qui l'abbiamo fatto - ricorda - il nostro piano non è cambiato. Sta andando avanti come abbiamo detto. Il mio impegno, sia finanziario che sotto altri punti di vista, sta aumentando: controllate il mio conto in banca, lì c'è meno che a Roma". A Pallotta viene poi chiesto dello stanziamento per il prossimo mercato. "Non credo sia una questione di soldi. Walter e Franco hanno fatto un lavoro fantastico, quando hai 14 giocatori nuovi ci vuole tempo. Non è una questione di spendere più soldi - spiega il presidente - conta spenderli intelligentemente. Walter l'ha fatto nell'ultimo mercato. Noi spendiamo molto, si tratta di spenderli intelligentemente".

I tifosi però chiedono una Roma sempre competitiva per lo scudetto. "Mi chiedete quando saremo competitivi ma poi mi accusate di pensare troppo al futuro. Il primo obiettivo è essere competitivi e giocare in Champions e ci siamo vicini. Essere i numeri uno un anno e poi l'anno successivo sesti o settimi, non è il modo sostenibile per fare una grande squadra. Noi stiamo lavorando per costruire una Roma che stia stabilmente tra le prime. Quando guardi alla Serie A da fuori, pensi alla Juventus - dichiara Pallotta - il nostro obiettivo è dire "noi vogliamo essere in ogni Champions League per i prossimi 20 anni". Dobbiamo costruire il sistema per stare sempre lì: essere primi il prossimo anno è il modo migliore per far contento qualcuno, ma non è quello per creare una squadra di livello mondiale". Infine a Pallotta viene chiesto se ha cominciato a capire cosa significa essere tifoso della Roma. "Non credo che quello che succede con la Roma sia molto diverso da quello che attraverso io da 50 anni sia come tifoso dei Celtics che come proprietario. Certe volte ti chiedi - conclude Pallotta - 'Ma come abbiamo fatto a perdere con quella squadra?' Sono questi bassi che dobbiamo eliminare. Mi arrabbio tantissimo, come nessun altro. Dobbiamo eliminare quello che io chiamo 'special situations'".

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