Roma 2024, Malagò: Referendum? Ok, ma bisognava dirlo prima
Il presidente del Coni ha parlato dell'eventualità di un possibile referendum sulla candidatura di Roma per i Giochi del 2024

"La città di Roma, è impegnata in questa sfida da tre anni. Bisognava fare una serie di passaggi, per la prima volta ad esempio il Coni ha votato al'unamità per la candidatura. Tutto è stato fatto. Ora si dice: bisogna ascoltare i romani con un referendum. Bisognava dirlo prima, adesso quando lo si dovrebbe fare?". Così il presidente del Coni, Giovanni Malago', che ospite a Repubblica Tv ha parlato dell'eventualità di un possibile referendum sulla candidatura di Roma per i Giochi del 2024.

"Per legge legge si dovrebbe fare nella prima metà del 2017, prima finestra utile, cioe' tra maggio e giugno 2017. Noi un mese e mezzo dopo votiamo per l'assegnazione della candidatura. Ha senso? Ci dovremmo ritirare", ha aggiunto. Malagò poi spiega: "Se il referendum fosse domenica sarebbe perfetto, nessun problema per noi, anche perché l'ultimo sondaggio dice che il 77% e' d'accordo. Per la giacchetta non ci facciamo tirare".

Malagò si esprime poi sul suo rapporto con la candidata del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi, ribadendo che il loro colloquio al Coni è stato "garbato, civile e costruttivo". La candidata grillina ha detto di voler dare priorità all'ordinario "e io da cittadino sono d'accordo", spiega Malagò, ma aveva anche aggiunto che " non c'erano prevenzioni nè pregiudizi verso la candidatura olimpica". Il numero uno dello sport italiano torna poi sulle voci che lo volevano tra i papabili candidati alla poltrona di sindaco. "Prima di Renzi me lo hanno chiesto anche altri esponenti politici di partiti diversi - dichiara - ma non mi sono pentito. Non sarebbe stato serio lasciare il mio ruolo".
 

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