Rio, Rossetti vince l'oro: Sono stato freddo e non ho mollato mai
"Un piattello alla volta e mi rendevo conto sempre di più di potercela fare"

"Sono stato freddo non ho mollato mai. Un piattello alla volta e mi rendevo conto sempre di più di potercela fare. Alla fine è andata". Lo dice Gabriele Rossetti dopo la medaglia d'oro nello skeet ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Nella finale a due, il fiorentino delle Fiamme Oro, esordiente alle Olimpiadi, ha battuto lo svedese Marcus Svensson senza sbagliare un piattello. Si tratta della 16/a medaglia dell'Italia in questa edizione dei Giochi, il quinto oro.

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"Ieri ero a metà classifica - spiega ancora - sapevo di non poter sbagliare mai. Ho avuto bravura e fortuna. Un insieme di cose che mi hanno permesso di vincere anche se ancora non me ne rendo conto. Credo che lo realizzerò stanotte quando andrò a letto". Gabriele dice di non aver pensato al padre Bruno che 24 anni fa a Barcellona 1992 vinse la medaglia di bronzo. "Mi sono concentrato solo sul colpire un piattello alla volta - ribadisce - ora realizzo che ho portato un altra medaglia in casa". Il pensiero va anche alle compagne di squadra Diana Bacosi e Chiara Cainero, oro ed argento sempre nello skeet. "Ieri hanno vinte le mamme oggi un figlio? Abbiamo una squadra fortissima - racconta - ora mi farò subito un selfie con loro". Nella vita di Rossetti c'è molta Francia. Transalpini di nascita sono i genitori come pure i suoi compagni di allenamento seguiti dal padre e la sua squadra di calcio del cuore ovvero il Paris Saint Germain. "Ma io sono nato a Firenze ed il mio cuore è italiano al 100%", mette subito in chiaro. E nonostante la vittoria Rossetti, che dice di amare le sfide, non è ancora sazio di vittorie. "Ora mi riposo un po' poi ho ancora il campionato italiano e la finale di coppa del mondo. Voglio ripartire più forte di prima anche se più di così non è facile", racconta ridendo. L'ultima battuta è sulla medaglia. "Non l'ho morsa? No, non la mordo. La bacio".

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