Rio, Greg e Gabri simboli dell'Italia giovane e vincente
Cinque anni di vita insieme, migliaia di chilometri per le vasche di tutto il mondo

Cinque anni di vita insieme rincorrendo per migliaia di chilometri percorsi su e giù per le vasche di tutto il mondo un sogno comune fino a realizzarlo insieme. Uno al fianco dell'altro. Greg e Gabri, il volto dell'Italia giovane e vincente. Belli, simpatici, umili e lavoratori infaticabili. Manna dal cielo per Stefano Morini (zio di Gabriele, ndr) che li ha cresciuti e plasmati al centro federale di Ostia. Un team vincente, una storia che è partita da lontano. Londra 2012 per assaggiare l'atmosfera a cinque cerchi. Rio 2016 per la consacrazione. In mezzo tanti successi a livello europeo e mondiale. Tutto per avvicinarsi nel modo migliore possibile al giorno del giudizio, quello dove era vietato sbagliare. Qui il carpigiano Paltrinieri ed il livornese Detti hanno raccolto insieme i frutti di un'adolescenza vissuta in simbiosi come due fratelli. Rivali in vasca ma uniti fuori. L'uno a festeggiare il risultato dell'altro abbracciati ed avvolti dal tricolore. Un oro ed un bronzo. Due medaglie storiche che riportano ai fasti di Sydney 2000 ed ai 200 rana di Domenico Fioravanti e Davide Rummolo. A dividerli c'è solo la fede calcistica. Juventino moderato Paltrinieri, interista scatenato Detti. Dettagli utili solo per quegli sfottò che cementano ancora di più un rapporto di amicizia nato nella fatica.

"Ci siamo allenati insieme e ce lo meritavamo entrambi. E' una felicità immensa", dicono all'unisono complimentandosi a vicenda. "Questo podio lo volevamo da cinque anni, è arrivato", aggiunge Detti mettendo in luce come ora "Allenarsi con il campione olimpico sarà ancora più dura". Ma nessuna invidia, solo tanta sincera gioia. La loro continua sfida giornaliera in famiglia li ha portati a spingersi oltre i i rispettivi limiti consentendo tanto ad uno quanto all'altro di rendere al meglio. Il più estroverso Detti si tingerà i capelli, il più riservato Paltrinieri no, ma poco conta. Entrambi, come detto dal premier Renzi, sono "un orgoglio tricolore".

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