Rio, da caso Lochte a piscine verdi: il peggio dei Giochi
Non solo performance da applaudire, tra rapine inventate e arresti per bagarinaggio

Come in ogni manifestazione, anche a Rio ci sono stati momenti dei quali tutti avrebbero fatto volentieri a meno. Il più clamoroso è stata senza dubbio la storia inventata dalla stella del nuoto americano Ryan Lochte e da quattro suoi compagni di squadra. La notizia della rapina subita con tanto di pistola puntata alla testa aveva fatto il giro del mondo. La polizia indaga e scopre che il gruppetto aveva danneggiato il bagno di una stazione di servizio e che l'alterco era nato perché, giustamente, il proprietario voleva il pagamento dei danni. Tre giorni di polemiche chiuse con le scuse ufficiali da parte di Lochte. Da condannare anche il dito medio del membro della commissione arbitrale Fie ucraino Vadym Guttsait in risposta alle proteste delle azzurre per la gestione della semifinale della spada femminile, vinta proprio dall'Ucraina sull'Italia. Appurato il fattaccio è stato cacciato. Stessa sorte per il judoka egiziano Islam El Shehaby che si è rifiutato di stringere la mano al collega israeliano Or Sasson che lo aveva appena battuto. Per non parlare dell'arresto del membro Cio irlandese Patrick Hickey, accusato di bagarinaggio.

Tristi gli insulti via web alla ginnasta messicana Alexa Moreno tacciata di essere sovrappeso. Dal punto di vista cromatico, ma non solo, terribili le immagini della piscina dei tuffi con l'acqua che con il trascorrere dei giorni è passata da azzurra a verde palude per un problema ai filtri. Qui si è consumato il dramma sportivo numero uno dei Giochi. Vittima il campione olimpico del trampolino il russo Zakharov che in semfinale colleziona un tragico tuffo da zero. Una 'panciata' che resterà fra i momenti cult dell'Olimpiade.

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