Rio 2016, gioia a casa Basile per l'oro. Ex coach: Qualità super
Increduli i genitori del 21enne: "Siamo ancora scioccati, è tutto troppo bello"

Se il peluche gigante di cane con il judogi preferito dal piccolo Fabio Basile potesse parlare racconterebbe sicuramente tutto il sudore, la voglia e l'amore per il judo del neocampione olimpico nella categoria 66 kg, nato e cresciuto nel Torinese tra Rivoli e Settimo. Il pupazzo con cui da piccolo provava le tecniche campeggia nella stanza del 21enne della villetta di Rosta, dove vivono i genitori Tiziana e Mauro, ancora pieni di adrenalina per l'impresa del figlio, che nella finale brasiliana ha battuto con un ippon in meno di un minuto e mezzo il campione del mondo An Baul.

"Finora l'ho sentito solo su WhatsApp, di sicuro entro oggi lo chiamerò con calma. Sono ancora scioccato, non riesco a capire ancora bene: è tutto troppo bello", racconta a LaPresse il capofamiglia, che ha promesso che domani si recherà al lavoro con i capelli tricolori per festeggiare. Per il papà del nuovo re del tatami mondiale il gradino più alto del podio a Rio "è un sogno, l'obiettivo era portare a casa una medaglia, ha dato anima e corpo, lui vuole sempre combattere fuori e dentro il tatami. Il suo soprannome è il 'Pitbull di Rosta', non per la cattiveria ma per la voglia di non mollare".

Ma come si avvicina al judo Basile jr.? "A 5 anni ha iniziato nella palestra dell'Avigliana club 2011. Non sapeva fare nulla, faceva ridere, non sapeva neanche fare le capriole ed era cicciotello. Gli è scattata una molla a Sidney 2000, ha visto una rondata e gli è scattato qualcosa, ha detto: 'Devo farlo anche io'", ci racconta la mamma Tiziana, che guarda estasiata nel tavolo del soggiorno le foto del suo "cucciolo" in prima pagina su tutti i giornali.

Nel 2004 arriva lo sbarco alla palestra Akiyama di Settimo Torinese, dove tuttora si allena. "Io ho allenato Fabio quando aveva dieci anni per tre anni, poi è passato con mio fratello Pierangelo, che ora è a Rio con lui e gli ha dato suggerimenti importanti", svela a LaPresse Massimo Toiniolo. L'istruttore torinese definisce l'oro di Rio "qualcosa di incredibile", anche se di certo Fabio "sin da bambino aveva fatto vedere qualità fuori dal comune". Negli ultimi due anni Basile, tutto "palestra e famiglia" secondo mamma Tiziana, si è legato sentimentalmente a Sofia Petitto, volto giovanile del judo femminile e vice campionessa ai mondiali under 18 che si sono tenuti in Bosnia nel 2015: "La conosco bene, lei abita a Settimo, è di origini cosentine. E' venuta qui per andare alla palestra Akiyama, poi si è fidanzata con Fabio", racconta la madre.

Ora l'attesa in casa Basile è tutta per il ritorno di Fabio, definito dal papà "un bonaccione, ma molto riservato. Ogni tanto ha qualche schizzo di pazzia, ma è sempre stato molto determinato, ha passato tantissime ore ad allenarsi e si merita tutto. E' diventato sempre più forte senza mai cercare vie traverse, solo con applicazione e talento".

Per il 21enne grazie alla determinazione non tarderanno ad arrivare altri successi, dopo che già a Kazan quest'anno aveva conquistato il bronzo agli Europei. Il 200/o oro olimpico dell'Italia promette di diventare il volto pulito dello sport italiano anche grazie al suo sorriso contagioso: non è un caso che la mamma prima di tuffarsi davanti alla tv per rivedere la gara di suo figlio sussurri: "E' un Valentino Rossi". Magari nella storica versione dai capelli tricolori, come papà Mauro domani.

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