PyeongChang 2018, si chiudono le 'Olimpiadi della pace'. Ma il dialogo continua
Dopo la tregua olimpica il sogno della riunificazione diventerà realtà?

Sullo stadio olimpico si spegne la fiaccola. Viene issata la bandiera della Cina. Ora le Olimpiadi invernali si congedano ufficialmente dalla Corea del Sud dopo 17 giorni di gare e di eventi. Addio PyeongChang, arrivederci a Pechino nel 2022.

Le 'Olimpiadi della pace' si sono concluse sotto gli occhi dei tre attori principali: seduti nello stesso palco il presidente del Sud, Moon Jae-in, l'alleato americano rappresentato dalla figlia del presidente Trump, Ivanka, e una nutrita delegazione di alti funzionari del Nord. Strette di mano a suggellare ciò che tutti attendono: che "il tempo di pace", vissuto in questa sorta di tregua olimpica, continui. "I Giochi sono un omaggio al passato e un atto di fede verso il futuro. Continueremo con il dialogo di pace anche quando la fiamma olimpica sarà spenta", promette il presidente del Cio Thomas Bach. Si guarda a nuovi orizzonti, 'the next wave", come il titolo della cerimonia.

Una nuova avventura che porta a rompere le convenzioni e sfidare se stessi per raggiungere maggiori traguardi. I Giochi olimpici sono giunti alla fine, ma c'è una nuova sfida per tutti. Lo sanno bene i vari Moon, Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un. "I Giochi hanno dato agli atleti provenienti dalla Corea del Sud e del Nord l'opportunità di diventare amici - ricorda il presidente del Sud - Qui a PyeongChang, tutti hanno assistito alla nascita della pace; ogni passo compiuto prima e durante i Giochi ci ha avvicinato alla sua realizzazione".

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