Prandelli premiato a Tor Vergata: Porte aperte a Cassano

Roma, 22 ott. (LaPresse) - "Grazie per questo premio, lo voglio condividere con la Federazione". Queste le parole di Cesare Prandelli, che stamattina alla Luiss ha ricevuto dalle mani del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Renato Lauro e da Gianni Rivera il premio 'Tor Vergata Etica Nello Sport', un riconoscimento, recitano le motivazioni, 'per essersi distinto per lealtà, correttezza e fair play, principi sempre più rari nello sport attuale'. A margine della premiazione il ct azzurro è tornato a parlare dell'esclusione di Antonio Cassano nelle ultime gare: "In questo momento abbiamo fatto scelte diverse. Ma Antonio ha fatto tanto per la Nazionale e le porte non sono chiuse per nessuno".

Una battuta anche su Mario Balotelli, protagonista della vittoria del Meazza con la Danimarca: "I giovani hanno voglia di sognare e lui in certi momenti sa fare sognare. È un ragazzo giovane e non è sempre presente nei comportamenti, ora sta a lui equilibrare le cose. Se fa parlare di sè per le sue prestazioni, come ha fatto nell'ultima partita, è una cosa straordinaria e i giovani si innamorano di un giocatore come lui".

A chi gli ha chiesto se stia rimpiangendo di non poter allenare una squadra di club o se possa in qualche modo essere paragonato a Mario Monti per il lavoro che sta portando avanti nel mondo del calcio ha replicato: "Ora alleno la Nazionale, non mi sono stancato e sono contento. In futuro vedremo. Io il Monti del calcio? Assolutamente no, sono un commissario tecnico e niente di più".

Prandelli ha anche commentato i cori offensivi intonati dai tifosi del Verona nei confronti dell'ex livornese Piermario Morosini, morto la scorsa stagione sul campo di Pescara per un problema cardiaco: "C'è forte indignazione e imbarazzo. Ha risposto in maniera determinata il sindaco di Verona Flavio Tosi e a lui mi associo. Ci dobbiamo indignare. Venti stupidi non possono rovinare un evento bello come una partita di calcio. La provocazione non solo è indignarsi a livello verbale ma anche fisico. Se un deficiente fa un coro vicino a me mi alzo e me ne vado, isolandolo anche fisicamente".

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