Prandelli: Mi assumo le mie responsabilità

Natal (Brasile), 24 giu. (LaPresse) - "Ho parlato con il presidente federale Albertini, con il dg Antonello Valentini e visto che il progetto tecnico è di mia responsabilità ho detto loro che rassegno le mie dimissioni". Lo ha detto il ct dell'Italia Cesare Prandelli nel corso della conferenza stampa al termine della partita con l'Uruguay che è costata l'eliminazione degli azzurri dal Mondiale in Brasile. "Quando un progetto tecnico fallisce è giusto che ci si prenda le responsabilità", ha aggiunto.

"Ci siamo trovati di fronte a delle aggressioni verbali, io non ho mai rubato soldi, vado via a testa alta. Ho sbagliato e do le dimissioni, ma non voglio sentir dire di aver rubato dei soldi ai contribuenti", ha aggiunto il ct dimissionario. "Nel momento in cui abbiamo rinnovato è cambiato qualcosa, siamo stati considerati come un partita, quando sappiamo che la federazione non prende solo soldi dallo stato, non c'è stata una difesa forte e una presa di posizione". A chi gli chiede un giudizio su Mario Balotelli, l'allenatore originario di Orzinuovi ha ammesso che "lui rientra nel progetto tecnico, io l'ho scelto, e io mi dimetto - ha evidenziato - Non è stato un progetto tecnico vincente. Dove abbiamo perso il Mondiale? Nella partita con la Costa Rica, in quella gara dovevamo fare di più, non siamo stati bravi a costruire palle gol, nonostante i quattro attaccanti messi dentro. A certi livelli diventa importante non solo la tecnica ma anche la fisicità". Prandelli in conclusione ha fatto una riflessione più generica sullo stato di salute del calcio italiano. "Sapevamo che la preparazione sarebbe stata difficile, era difficile trovare una condizione che ci potesse dare non dico freschezza ma quel modo di giocare che hanno questa squadre - ha ammesso il ct dell'Italia in riferimento alle squadre sudamericane - Abbiamo visto come ripartiva l'Uruguay, il nostro calcio non produce questi giocatori, non avendo certe caratteristiche devi inventarti un progetto tecnico, la riflessione da fare sul calcio italiano è ampia", ha concluso.

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