Pm Napoli indagano su 150 partite

Napoli, 23 set. (LaPresse) - Portando avanti un'indagine che nel 2010 aveva già portato all'arresto di 25 persone, i carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di fermo della Dda a carico di 8 persone affiliate o prestanome del clan camorristico dei 'D'Alessandro - Di Martino' responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata all'elusione di misure di prevenzione patrimoniale, esercizio di scommesse clandestine e riciclaggio di denaro.

Sottoposte a sequestro preventivo 2 agenzie di scommesse a Piemonte e Gragnano gestite da prestanome per conto del clan per riciclare denaro ed eludere le misure di prevenzione patrimoniali. E' emerso inoltre un tentativo di espansione in Emilia Romagna tramite la gestione occulta di agenzie di scommesse, di cui una a Rimini). Tra i fermati anche il dirigente nazionale dell'ufficio quote e rischi della Intralot.

Nel mirino degli investigatori coordinati dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, sono finite circa 150 partite, alcune delle quali di serie A, ma soprattutto di categorie minori. Sotto inchiesta anche alcune gare degli Europei del 2008 e partite di basket e pallavolo. In particolare gli affiliati ai clan Di Martino e D'Alessandro aumentavano le quote e poi utilizzavano il circuito inglese betfair.com, illecito in Italia, per coprire tutte i possibili risultati dell'evento e avere un guadagno garantito.

Il giro di affari per i clan era di oltre 10mila euro al giorno. Le quote delle partite venivano alzate solo per pochi minuti in modo da consentire ai personaggi coinvolti di poter scommettere dopo essere stati avvertiti dai loro complici. La Intralot non è direttamente coinvolta, ma sono coinvolti solo due suoi alti dirigenti, con il dirigente nazionale dell'ufficio quote e rischi Maurizio Lopez figura centrale. Tutte le agenzie dei prestanome dei clan erano legate al circuito Intralot e i clan oltre ad avere moltissimi punti di scommesse in Campania, si stavano estendendo anche in altre regioni come l'Emilia Romagna.

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