Parma, Ghirardi fa retromarcia: Ritiro dimissioni e resto presidente

Parma, 12 set. (LaPresse) - "Ritiro le dimissioni". Lo annuncia il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, chiarendo sull'intenzione di rimanere alla guida del club emiliano. Il numero uno dei ducali aveva deciso di lasciare dopo la mancata concessione della licenza Uefa alla sua squadra, qualificata per l'Europa League al termine dello scorso campionato. "Sono stato dimissionario per tre mesi. Martedi c'e' stato il cda che ha voluto farmi riflettere sulla decisione", spiega Ghirardi in conferenza stampa. "Ho ricevuto tantissime testimonianze di affetto e ringrazio tutti", sottolinea il patron del Parma. "Ho pensato di tornare in sella nel momento difficile. Ripartiamo da basi forti: squadra, tifosi e società. Se avessi abbandonato, questo club sarebbe sparito. Non me la sono sentita".

- Ghirardi non nega di aver voluto confermare le dimissioni, "perché non ho ancora avuto chiarezza in merito dalle istituzioni. Mi sono ripromesso di prendermi due o tre giorni per rifletterci, per pensarci. La mia definitiva risposta oggi è quella di ritirare le dimissioni e perciò di rimanere. Non perché - chiarisce il patron dei ducali - siano stati risolti definitivamente i problemi, ma perché in questi tre mesi ho avuto troppe manifestazioni d'affetto. C'è stata tanta gente che m'ha scritto in tanti modi, attestandomi la propria vicinanza e la propria comprensione". "Il mio ritorno non significa che ho chiuso la strada legale, la battaglia dei ricorsi. Non potevo, però, tradire la fiducia di questa gente", sottolinea Ghirardi. "Dissi che la società era in vendita, che qualcuno se voleva poteva farsi avanti, ma non avrei regalato nulla a nessuno. Nessuno, però, si è fatto avanti, tanto meno di Parma, ma anche di altre città o di altri Paesi. Mi sono reso conto che il mio abbandono voleva dire far finire il club e non me la sentivo".

Sull'inizio di campionato che ha visto il Parma sconfitto a Cesena, Ghirardi commenta: "Questa situazione ha influito. Le motivazioni sono importanti. Abbiamo anche ragazzi giovani. Avere una guida dà garanzie. Ora cominciamo il nostro campionato. Anche da tifoso dico che è giusto avere un presidente. Da domenica la situazione cambierà. A mio avviso la squadra si è rinforzata e non si è indebolita". Quindi, un pensiero al lavoro dell'amministratore delegato Pietro Leonardi: "Devo ringraziare Pietro Leonardi, che ha dovuto sobbarcarsi tre mesi di calciomercato importanti, che ha dovuto fare di tutto, senza presidente". Dal presidente parole di elogio anche per mister Donadoni: "Non ci ha lasciato. Poteva permettersi anche di star fermo. Lui e tutto il suo staff hanno deciso di rimanere in una situazione precaria. Hanno deciso così, perché hanno dei valori". Al numero uno dei ducali viene chiesto un commento sul comportamento del Torino nella vicenda legale della licenza Uefa: "Parlare del Torino non mi interessa. Sono arrivati settimi e noi sesti. Gli auguro di far bene in Europa, essendo una squadra italiana. La nostra rabbia - prosegue - dovrà essere messa in campo dai giocatori in maniera corretta. I veri tifosi del Toro con diverse mail mi hanno trasmesso che loro così non volevano partecipare all'Europa League".

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