Osvaldo: Un onore prendere il posto di Milito. Quando Inter mi ha chiamato non ho avuto dubbi

Appiano Gentile (Milano), 7 ago. (LaPresse) - "Prendere il posto di Milito è un onore, poi ci deve anche essere il peso giusto". Così si è espresso Daniel Osvaldo, nuovo acquisto dell'Inter, durante la conferenza stampa di presentazione a proposito del paragone con Diego Milito. "E' un bell'obiettivo, non dico di fare come ha fatto Diego, ma vederlo come esempio e cercare di avvicinarsi a quello che ha fatto", ha aggiunto l'attaccante italo argentino, che non da togliersi sassolini nella scarpa. "Non ho una rivalità personale o una squadra con senta una rivalità speciale - ha aggiunto l'ex giocatore di Juventus e Roma - Tutte le squadra mi hanno lasciato qualcosa, l'ultima con cui ho vinto lo scudetto è stato qualcosa di speciale, ma anche l'Espnayol è stato importante nella mia carriera. Ho vissuto un anno e mezzo in cui sono stato benissimo sia a livello sportivo che di vita. Speriamo che l'Inter superi queste emozioni". In chiusura una battuta sulla Nazionale. "Non penso di essermi giocato il Mondiale per la scelta che ho fatto con la Juve, ma credo sia stata una scelta del tecnico in quel momento - ha aggiunto Osvaldo riferendosi a Prandelli - In due anni in nazionale non ho saltato una convocazione, poi alla fine è mancata, ma penso non sia stato per il poco spazio alla Juve, quindi rifarei la stessa scelta".

"Quando ti chiama una squadra come l'Inter penso che qualsiasi giocatore non abbia nessun dubbio", ha aggiunto Osvaldo. "E' un onore arrivare in una squadra come l'Inter, sono molto contento - ha aggiunto l'attaccante - L'ultimo anno è stato particolare, ho anche io tanta voglia di ritornare ai miei livelli". Osvaldo ha parlato anche di Gary Medel, l'ultimo arrivato insieme a lui in nerazzurro. "E' un grandissimo giocatore, penso possa darci qualità e soprattutto forza - ha evidenziato - L'ho visto ai tempi del Boca Juniors, di cui ero tifoso. Può sicuramente dare una mano". Sugli obiettivi dell'Inter, l'ex giocatore della Roma non si sbilancia. "Noi dobbiamo lavorare sodo, è inutile fare chiacchiere e ragionamenti prima dell'inizio del campionato - ha aggiunto - Sarà il campo a dire se siamo da scudetto o meno". L'attaccante italo-argentino si è poi soffermato sulla sua difficile ultima stagione. "Non so cosa sia successo, forse un mancato adattamento al calcio inglese all'inizio - ha spiegato - Poi arrivare in un'altra squadra a metà stagione con poche partite alle spalle non è mai facile, non ho avuto tante continuità giustamente alla Juve. C'erano Llorente e Tevez che hanno fatto benissimo l'anno scorso. E' stato un anno particolare, non mi guardo più alle spalle ma avanti. Andare in doppia cifra? Di numeri no mi piace parlare, sarò soddisfatto se gli obiettivi saranno raggiunti, a livello personale cercherò di fare il meglio possibile". Osvaldo ha parlato anche della sua precedente avventura in bianconero. "Ero molto sereno e tranquillo, ho fatto una bellissima esperienza alla Juventus. Sono stato benissimo - ha ammesso - Ho avuto la possibilità di vincere lo scudetto, non mi era mai capitato prima. Poi si è chiuso un capitolo. La scelta di Conte? E' stata una sua decisione, non saprei cosa dire, sono fatti suoi".

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