Olimpiadi 2026, Milano non si sfila ma difende il brand. Cio aspetta risposta entro il 19
Entro quella data si dipaneranno le ultime nubi sulla candidatura a 'tre teste'

Non è una corsa contro il tempo ma occorre comunque fare in fretta. Il 19 settembre il Cio attende una risposta ed entro quella data si dipaneranno le ultime nubi sulla candidatura di Cortina-Milano-Torino per i Giochi Invernali del 2026. La creatura a tre teste nata dalla mediazione del Coni su input del governo deve trovare la quadratura del cerchio al suo interno per diventare un progetto vincente altrimenti il rischio è quello di esporsi ad altre figuracce dopo lo stop a Roma 2024. Una situazione nella quale nessuno vuole incappare.

Entro la settimana tutti dovranno scoprire fino in fondo le loro carte. Per questo motivo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, ha iniziato una serie di incontri con le parti interessate. Il primo è stato quello con la delegazione di Milano, la più dubbiosa sulla candidatura plurima. A capeggiarla il sindaco Giuseppe Sala. Al tavolo pure il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ed i rappresentanti del Coni a partire dal presidente Giovanni Malagò. "Se c'erano dubbi su Milano oggi possiamo dire che la loro intenzione è quella di partecipare senza dettare condizioni ma attendendo quello che dicono gli altri ed il governo che è l'interlocutore diretto", spiega al termine del meeting Carlo Mornati, segretario generale del Coni e coordinatore del dossier di candidatura. Il capoluogo meneghino, insomma, per ora si mette in posizione di surplace.

Due sono i capisaldi portati avanti dal sindaco Sala. La paternità della cabina di regia e, soprattutto, la volontà di difendere il brand Milano. Su questo secondo aspetto la città ha avuto garanzie. "Questo è facile", argomenta ancora Mornati, "non a caso il nostro dossier si intitola Cortina-Milano-Torino con i nomi delle tre città". Niente acronimi o candidatura 'delle Alpi'. Pure per il governatore Fontana il punto focale risiede nel fatto che Milano sia "l'architrave di questa Olimpiade". La partita più succosa ed ancora tutta da giocare resta quella relativa alla divisione dell'evento fra le varie città e le aree a loro collegate. La sintesi trovata dalla commissione di valutazione del Coni e presentata lo scorso 1 agosto potrebbe essere modificata in nome dell'armonia. Mornati si professa "ottimista" in vista della riunione collettiva in programma martedì sempre a Palazzo Chigi. Lì si capirà "se la candidatura ha senso portarla avanti o meno".

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