Olimpiadi 2026, Milano e Cortina lanciano la sfida e chiamano il governo sui fondi

Più che le rivali, preoccupa il mancato supporto economico dell'esecutivo. Ma Sala e Zaia non disperano

Sorrisi e pacche sulle spalle. Milano e Cortina fanno sul serio: vogliono le Olimpiadi Invernali del 2026 con una "candidatura forte". Dopo la fase delle parole ora è tempo di passare a quella del lavoro "che è più nelle nostre corde", spiega il sindaco meneghino Beppe Sala. Con buona pace di Torino che, nonostante le dichiarazioni di Chiara Appendino, è ormai tagliata fuori.

Nella prima riunione operativa andata in scena a Venezia, i 'quattro moschettieri della neve' si sono dimostrati un blocco granitico. Malgrado provengano da partiti politici opposti, Sala ed il governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana, parlano con una voce sola. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, porta avanti le istanze di Cortina dando manforte al sindaco Gianpietro Ghedina.

A supervisionare il tutto c'è il Coni. Il presidente Malagò non vede l'ora di presentare la candidatura alla sessione Cio di Buenos Aires. "I nostro competitor speravano di non vederci invece ora sono preoccupati", sorride sorniona la responsabile delle candidature per il Comitato Olimpico, Diana Bianchedi. Le rivali Stoccolma, Calgary ed Erzurum preoccupano fino ad un certo punto. Qualche grattacapo in più potrebbe darlo invece il mancato supporto economico del governo ma Sala e Zaia non disperano. "Nessuno di noi accetta con tanta tranquillità il fatto che il governo non metta fondi ma non è una partita chiusa", dice il sindaco di Milano. "Ha da passà 'a nuttata ", gli fa eco Zaia attingendo ad una celeberrima frase di Eduardo De Filippo. Ed anche se da Palazzo Chigi restassero irremovibili si andrà avanti da soli perché le garanzie "non sono un grandissimo problema". La prima data da cerchiare in rosso è quella dell'11 gennaio prossimo con la consegna al Cio del dossier di candidatura.

Per ora Milano e Cortina preferiscono "tenersi stretti" i particolari "per non avvantaggiare le rivali". Qualcosa però trapela. Dal punto di vista della divisione delle gare "l'accordo di massima c'è, è fatto all'80-90%", dicono all'unisono Sala e Zaia. Nel cluster 'Milano-Valtellina' sono previsti due villaggi  olimpici a Milano e Livigno (1315 e 1441 posti letto) con 2756 fra tecnici ed atleti. Per il cluster 'Cortina-Val Di Fiemme' invece si prevede un vilaggio olimpico a Cortina (1176 posti) con la presenza di 2225 fra tecnici ed atleti.

Anche sul capitolo costi, per ora, siamo alle stime. Il budget complessivo si aggirerebbe attorno ai 1.6 miliardi di euro suddivisi in 1.227 miliardi di budget operativo più 370 milioni di opere. "Dimostrano che il nostro dossier è il più low cost di tutti", spiega Zaia. La previsione è che le spese operative possano essere interamente coperte da varie fonti di ricavo: il contributo del Cio (925 milioni di dollari), sponsorizzazioni private, biglietteria, licensing e merchandising, rate card e cessione post olimpica dei cespiti. Una sfida da vivere "pancia a terra" ma, utilizzando le parole del governatore lombardo Fontana, "che vale la pena di percorrere".
 

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