Olimpiadi 2026, Appendino: "Battaglia per Torino, votare due candidature". Polemica sulla foto postata dalla sindaca (e spunta anche l'errore)

Lo scatto delle due città a confronto non piace al governatore Fontana: "Milano è molto più bella"

"Se esiste la candidatura Milano-Cortina allora esiste anche Torino: mettiamo ai voti le due candidature". Chiara Appendino rilancia la sua battaglia per far rientrare in gara il capoluogo piemontese all'indomani dell'ufficializzazione della candidatura a due. "Noi - spiega la sindaca ai microfoni di Radio anch'io - come città sono mesi che lavoriamo a questa candidatura. Abbiamo proposto un modello compatto, sostenibile e poco costoso, che si basa sul riuso. Quindi sono giorni che ribadiamo la nostra posizione: 'Se esiste Milano-Cortina, cosa che peraltro oggi non esiste perché non esiste un dossier Milano-Cortina, allora esiste anche Torino' e io credo che per correttezza e trasparenza nei confronti dei cittadini bisognerebbe mettere a confronto e quindi ai voti le due candidature".

E mentre il dibattito prosegue, scoppia una piccola polemica sullo scatto (con tanto di errore ortografico) rilanciato su Facebook dalla sindaca, in cui si vedono a confronto il capoluogo piemontese con le montagne sullo sfondo e Milano senza. "Credo che sia una fake news quella foto, perché Milano è molto ma molto, molto più bella", è la reazione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che, in ogni caso, minimizza: "Come dicevano i latini, 'de minimis non curat praetor' (il pretore non si occupa di cose di scarsa importanza)".

Sulla candidatura e i futruri passi da fare, Fontana spiega: "Credo che le condizioni siano ottime e che il dossier che stiamo predisponendo sia di grande qualità. Credo che mettere insieme tre eccellenze come Milano, Cortina e la Valtellina sia una proposta che nessun altro è in grado di fare. Sono assolutamente fiducioso". Infine, alla domanda se verranno chieste delle risorse ai leghisti Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, il governatore risponde così: "Chiederemo all'esecutivo di poter lavorare in pace e tranquilli con l'appoggio formale del Governo. Poi, se vorrà dare delle risorse bene, altrimenti ce la caveremo da noi. Non è quella una condizione per non andare avanti".

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