International Swimming League, London Roar vincono ancora: Hosszu trascina gli Iron
International Swimming League, London Roar vincono ancora: Hosszu trascina gli Iron

C’è un momento, subito prima delle skin race finali che sanciscono il definitivo sorpasso degli Iron ai danni degli LA Current nella lotta per il secondo posto, in cui diventa palese come il vento stia cambiando. E soffi forte alle spalle della squadra di casa nella fase clou della quarta tappa dell’International Swimming League. Avviene nei 200 delfino: Katinka Hosszu supera con una splendida progressione finale Katie McLaughlin, Kristof Milak fa lo stesso a scapito di Tom Shields. I due idoli del popolo ungherese - la lady di ferro è da anni una delle stelle più luminose del nuoto, il giovane 19enne è salito alla ribalta quest’estate, con l’oro ai Mondiali di Gwangju e il primato sui 200 farfalla strappato a un certo Michael Phelps - accendono definitivamente la miccia di una Duna Arena già piuttosto incandescente, oltre che per gli exploit dei propri beniamini, anche per la performance di Kyle Chalmers e Adam Peaty, dominatori rispettivamente dei 100 stile  e dei 100 rana, ma soprattutto di Minna Atherton, che si toglie lo sfizio di realizzare il nuovo record del mondo in vasca corta (il primo durante un appuntamento dell’Isl) nei 100 dorso (54”89), polverizzando il precedente primato di Hosszu (55”04) che resisteva da quasi cinque anni. La leader gli Iron, vincitrice anche dei 200 misti, si consola con il titolo di Mvp della tappa di Budapest (con 47 punti totali, un’enormità considerando che Katinka non è certo una sprinter) ma soprattutto con il secondo posto finale (425  contro 408 punti degli LA Current) del suo team - alle spalle degli irraggiungibili London Roar (505,5 punti con 10 vittorie su 18 eventi) - che vale un punto in più che potrebbe rivelarsi fondamentale nella corsa alle finali di Las Vegas. 

In un gruppo che parla per lo più ungherese il sorpasso in corsia porta invece il nome e cognome di un’atleta olandese, Ranomi Kromowidjojo, che ci ha impiegato poco però a farsi adottare dal pubblico della Duna Arena, impazzito dopo il successo ottenuto dalla campionessa di origini giavanesi-surinamesi nella skin race che ha assestato la spallata definitiva ai Current. A differenza della compagna di squadra Vladimir Morozov non è riuscito invece a ripetersi nella gara a eliminazione sui 50 metri in stile libero dopo la vittoria di Lewisville. Questa volta a toccare per primo è infatti Kyle Chalmers, che la spunta nella sfida a due contro il russo. ll campione australiano, trionfatore in apertura anche nei 100 stile e decisivo nella vittoria dei London Roar nella staffetta mista, regala l’ultimo sussulto da Budapest. L’Isl però continua, con i derby in programma da metà novembre che decreteranno le quattro finaliste. Si riparte da Washington, per una sfida tutta a stelle e strisce. 

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