Coronavirus e nuoto, Tornatore a sostegno piscine italiane: Uniti per sfida che ci attende
Coronavirus e nuoto, Tornatore a sostegno piscine italiane: Uniti per sfida che ci attende

L'allenatore internazionale: deve prendere forma un movimento acquatico 

 "Uniamoci per vincere la sfida che ci attende". Marco Tornatore, ex nuotatore e allenatore internazionale, presidente di European Aquatic Association, prende l'esempio delle 47 piscine liguri, che si sono unite per superare la pesante crisi dovuta all'emergenza coronavirus, per analizzare il momento del nuoto. "E' auspicabile che prenda forma un movimento 'acquatico', con ogni regione pronta nell'alimentare la medesima compattezza di impianti natatori e società sportive, per essere uniti a livello nazionale e dare forza alle istanze delle oltre 4.900 piscine, 270.000 addetti ai lavori - 90% lavoratori con contratti atipici, quindi senza tutele -, quasi 6.500 società sportive - ha sottolineato in una lettera alla 'Gazzetta dello Sport' - Insieme esprimono un fatturato che vale poco meno di 2,4 miliardi di euro, il 30% circa dell'industria dell'articolo sportivo in Italia, che conta 27.000 addetti. Con la differenza che le piscine hanno un alto valore sociale, unico, e sono il primo presidio per la salute e la vita sana dei cittadini". "Le associazioni di categoria - Anif su tutte, ben affiancata da Eaa, Assonuoto, Assopiscine ed altre, con la collaborazione di Happy Aquatics, di cui Tornatore è direttore responsabile - hanno ottenuto qualche risultato che nell'immediato aiuterà (nel maxi decreto di sostegno economico, 8 emendamenti appannaggio del settore), ma la disunione del comparto ci relega al vertice degli inascoltati dalle istituzioni", ha aggiunto l'ex nuotatore e ora allenatore, che ha ricordato come "molte piscine, dirigenti, imprese e associazioni menzionate si confrontano incessantemente per dare forma ad una sorta di Aquatic Marshall Plan, affinchè, in modo autonomo, il sistema piscina trovi idee, soluzioni, risorse per una ripresa che si riveli sostenibile e di medio periodo - ha concluso - Perché se è vero che ora dobbiamo risolvere i problemi dettati dall'emergenza, la preoccupazione di ognuno è quella di creare le basi per una poderosa ripartenza, non limitata ai primi due mesi: Uniti supereremo ogni difficoltà, dando una mano anche a chi è più in crisi e potrebbe non farcela".
 

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