Nocerina-Salernitana: procura Nocera apre fascicolo, 20 Daspo a ultrà. Polemica Coni-Lega Pro

Salerno, 11 nov. (LaPresse) - Il giorno dopo il derby farsa Salernitana-Nocerina, sospeso al 21' del primo tempo per mancanza del numero legale di giocatori in campo da parte della squadra ospite, le polemiche divampano e coinvolgono tutti gli attori di una sceneggiata che con lo sport ha avuto ben poco a che fare. "Sono molto arrabbiato con la Lega Pro perché questo argomento lo conosceva a memoria", dice a riguardo il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Anche se sono vittime ed ostaggi ed è giusto che si costituiscano parte civile è troppo facile dire 'purtroppo è successo' - aggiunge - perché nel momento in cui queste tre squadre (Salernitana, Nocerina e Paganese, ndr) sono finite nello stesso girone bisognava fare di tutto e non è stato fatto visto che centinaia di persone sono andate fuori dall'albergo della Nocerina ed hanno creato questo". Secondo Malagò: "Questi fatti hanno creato un danno di immagine non solo al calcio ma a tutto lo sport italiano".

Ancora più duro il presidente della Figc, Giancarlo Abete: "E' stato un spettacolo avvilente - ha detto - sarebbe stato molto meglio che la società, i giocatori, i tecnici, evidenziassero di non essere nelle condizioni di serenità per entrare in campo, fatto che ci può stare sotto la forza delle minacce e la pressione di soggetti che non hanno cultura della legalità, ma non ci sta quella sceneggiata in mezzo al campo, indecorosa, indegna, che costituisce una ferita per tutto il mondo calcistico". "Non è possibile che duecento persone, peraltro non nascoste all'interno di un gruppo di migliaia di persone, arrivino, minaccino all'interno dell'albergo dove si trova la squadra e vadano a festeggiare poi in piazza - argomenta ancora Abete - Di fatto sono 200 persone che tengono in scacco, non un sistema sportivo, ma un intero territorio".

Sull'argomento è intervenuto nelle vesti di patron della Salernitana anche Claudio Lotito: "Era un problema da sminare prima e non post - ha detto - Mi pare che questa problematica fosse a conoscenza di tutti, non è capitata all'improvviso. Uno deve prevenire piuttosto che curare i fenomeni, vale a dire dividere le società mandandole a giocare in un girone differente. Io lo avevo detto prima che ufficializzassero i gironi. E' come fare una partita tra palestinesi e israeliani, è preferibile che non si faccia. Non lo ha mica ordinato il medico che la Salernitana si debba confrontare con Nocerina e Paganese". Grande sconforto anche in casa Lega Pro: "E' un anno e mezzo che lavoriamo sui derby cercando di mettere insieme le istituzioni, i comuni, le società e i tifosi per fare in modo che si superi questo atteggiamento. Questo lavoro si è rivoltato come un boomerang", ha commentato amaramente il direttore generale Ghirelli.

Durissimo invece il commento del presidente Mario Macalli. "A me viene da piagere a vedere queste cose, noi facciamo i dirigenti perchè abbiamo a cuore questa categoria", ha dichiarato. Macalli ha respinto tutte le critiche ricevute oggi da parte delle istituzioni calcistiche: "Noi siamo l'unica istituzione calcistica italiana che rispetta le regole e non china la testa davanti a questi delinquenti. Ho letto dichiarazioni che mi hanno fatto rabbrividire, anche del presidente del Coni". A tornare sui fatti di Salernitana-Nocerina e' il presidente della Lega Pro Mario Macalli, ai microfoni di San Marino Rtv. "Queste persone - ha aggiunto a proposito delle parole dei presidenti di Coni e Figc - non sanno cosa dicono, avremmo dovuto sottostare a 200 ultras. Chiedetelo ai presidenti degli allenatori e dei calciatori, che difendono questa gentaglia". I giocatori della Nocerina, ha proseguito, "se erano minacciati dovevano andare in questura e fare le denuncie. Dopo potevano anche non giocare, io quella partita l'avrei giocata a 800 chilometri". Macalli se l'è poi presa anche con la stampa, in particolare contro alcune dichiarazioni degli opinionisti di Sky Sport.

Riguardo quanto successo in campo invece il calciatore della Salernitana, Matteo Guazzo, ha detto di avere visto colleghi della Nocerina con le lacrime agli occhi. "E' stata una cosa che mi ha toccato il cuore", ha detto. "Al loro posto io forse non sarei proprio sceso in campo - ha aggiunto - Sotto queste minacce sicuramente non era facile affrontare una partita, loro erano demoralizzati, distrutti. Sono tornato a casa molto deluso e amareggiato da quello che ho visto ieri". La Nocerina nel frattempo si è trincerata dietro il silenzio stampa ed ha respinto le dimissioni della dirigenza e del tecnico Fontana presentata subito al termine della gara. Sul fronte giudiziario intanto si cerca di individuare il maggior numero possibile di persone fra il gruppo di facinorosi che è andato a minacciare la squadra nel ritiro di Mercato San Severino intimandole di non scendere in campo. La procura di Nocera ha aperto un fascicolo per il reato di violenza privata mentre la Digos di Salerno ha già individuato una ventina di ultras. Fra i reati ipotizzati nel fascicolo aperto dalla procura anche turbativa dell'ordine pubblico. Sul fronte sportivo invece la Nocerina rischia moltissimo. In questa stagione il campionato di Lega Pro non prevede retrocessioni ma le possibilità di sanzione, valide nella prossima stagione, va dalla penalizzazione all'esclusione dal campionato. Discorso simile per i tesserati. Rischiano tutti una squalifica che potrebbe arrivare anche a tre anni perché, come detto dalla Figc per bocca del suo presidente Abete: "Una persona ha diritto di avere paura ma quando prende l'impegno di entrare in campo deve rispettare tutte le regole".

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