Nazionale, De Rossi: Nessun summit con Conte per convocazione Balotelli

Firenze, 14 nov. (LaPresse) - "Non è vero che c'è stato un confronto su Balotelli prima di convocarlo, è difficile da credere che un allenatore debba chiede addirittura il permesso a dei giocatori per convocarne un altro". Lo ha detto il centrocampista della Roma Daniele De Rossi, parlando in conferenza stampa a Coverciano. "L'allenatore ha detto subito di voler ripartire valutando prima gli uomini che ai giocatori senza un riferimento specifico su Balotelli - ha aggiunto De Rossi - ho sempre avuto un ottimo rapporto con Balotelli, quando ho avuto qualcosa da dirgli l'ho sempre fatto". Non è detto che con Balotelli "non dobbiamo diventare amici ma dobbiamo convivere, è uno di quei ragazzi bravi, buoni. Ci sono negli spogliatoi quelli che creano zizzania, lui è esuberante, vive il suo lavoro in maniera particolare", ha proseguito De Rossi. "Anche nella Roma nel passato ci sono stati atteggiamenti così ma continuo a volergli bene - ha aggiunto - Mario non l'ho mai visto uno cattivo e questo basta. Poi lui deve dimostrare quello che deve dimostrare".

"Mi aspetto di vincere l'Europeo con la Nazionale, abbiamo un gruppo che vuole questo e un allenatore che pensa solo a questo. Poi valuterò cosa fare con la Nazionale", ha sottolineato De Rossi. "Come abbiamo fatto dopo il Sudafrica, quando abbiamo fatto un Europeo quasi perfetto, così faremo questa volta, a prescindere da come andrà contro la Croazia - ha aggiunto - Abbiamo bisogno di ricominciare a vincere, faremo una grande partita contro grande squadra che è la Croazia". "Limitare gli stranieri non è fattibile - ha proseguito parlando della questione - nel 2014 mi sembra difficile chiudere agli stranieri, poco praticabile. Bisogna lavorare sul vivaio, le scuole calcio. Vedo partite dei ragazzi e trovo cinque sei stranieri per squadra e non è certo colpa dei ragazzini. Conte mi voleva alla Juve Ho stimato sempre Conte, uno dei più importanti del panorama europeo. Il fatto che mi volesse alla Juve è ragione di grande orgoglio per me, a prescindere che poi non ci sia andato".

Contro la Croazia il centrocampista della Roma potrebbe essere impiegato in difesa. "Devi essere pronto a fare tutti i ruoli, non sono preoccupato - ha ammesso - Mi reputo all'altezza di fare il difensore centrale, una sorta di libero - ha aggiunto - mi sentirei, qualora ci fosse bisogno, in grado di farlo. Non so se questo mi allungherà la carriera". De Rossi ha parlato anche della lotta scudetto con la Juventus. "Siamo ripartiti dopo la sconfitta contro la Juve, mina le certezze di ognuno perdere in quella maniera - ha sottolineato - ma nessuno ha avuto il dubbio che non potessimo giocare scudetto fino alla fine. Ce la giochiamo alla pari e forse anche qualcosa di più".

Domenica a San Siro De Rossi festeggerà il traguardo delle cento presenze in azzurro. "E' sicuramente qualcosa di incredibile ed inimmaginabile quando ho iniziato a giocare in Nazionale raggiungere le cento presenze in azzurro - ha sottolineato - E'un traguardo che porterò nel cuore soprattutto quando sarò vecchio ed avrò smesso. Magari verrò superato in questo traguardo da qualche giovane che c'è qui adesso nel gruppo azzzurro ma sarà comunque un qualcosa che rimarrà per sempre per me perché vorrà dire che comunque ho fatto parte della storia del calcio italiano". Per la carriera che ho fatto, la partita più importante ed indimenticabile per me in azzurro è stata la finale di Berlino - ha sottolineato ancora De Rossi - quello è il punto più alto della mia carriera". "La dedica per questo traguardo delle cento presenze va ad Emanuele Mancini, calciatore del Lupa Castelli Romani, uno dei miei due migliori amici, io e lui siamo partiti insieme nel settore giovanile della Roma, ha i piedi di Pirlo, sarebbe piaciuto a Modric", ha aggiunto rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni di Modric, secondo cui l'Italia senza Pirlo è battibile. De Rossi è attualmente il giocatore della rosa azzurra a disposizione di Antonio Conte che ha realizzato più gol in Nazionale: "Ho questo primato solo perché ho tante presenze in più della grande maggioranza dei calciatori che fatto parte di questo gruppo - ha proseguito - ho fatto cose importanti a livello realizzativo con l'Italia, è una cosa che mi fa piacere ma la prendo per quello che è. Spero che Zaza, Immobile, Giovinco, Pellè, Okaka, Osvaldo e anche Balotelli mi superino in fretta perché segnare è il loro lavoro - ha concluso De Rossi - l'importante poi è che la squadra vinca a prescindere da chi segna".

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