Nazionale, Conte chiude caso Chiellini: Qui per unire, non per dividere. Norvegia ostica

Oslo (Norvegia), 8 set. (LaPresse) - "Io sono qui per unire e non per dividere, se vogliamo fare qualcosa di importante è l'unione che fa la forza e non la divisione". Alla vigilia del primo impegno ufficiale con la nazionale italiana - a Oslo con la Norvegia nell'incontro valido per il gruppo di qualificazione agli Europei del 2016 - Antonio Conte sveste i panni del condottiero e indossa quelli di un fine diplomatico gettando acqua sul fuoco in merito al caso scoppiato attorno a Giorgio Chiellini, il difensore della Juventus infortunato e richiamato dal suo club dopo un battibecco a distanza con il team manager Gabriele Oriali. "E' capitato questo episodio, in maniera molto serena, ci servirà da esperienza per perfezionare ed essere migliori nella gestione sia da parte nostra che da parte della Juventus. C'è stato un fraintendimento, finisce lì", ha aggiunto in conferenza stampa il ct azzurro, intervenuto con il 'fioretto' anche a proposito dell'altra polemica scoppiata in settimana, quella legata al presenzialismo del presidente della Lazio Claudio Lotito. "Mi è stato spiegato che in qualità di consigliere federale lui ha tutto il diritto di venire in nazionale, finché non mi dà fastidio a livello calcistico va benissimo", ha ironizzato l'ex allenatore bianconero.

Il selezionatore dell'Italia non teme che queste piccole problematiche possano minare il clima di collaborazione ai club chiesto dal tecnico salentino fin dal suo arrivo. "Da parte mia ci sarà sempre un passo avanti nei confronti delle società e degli allenatori, è giusto che ci sia un grande spirito di collaborazione se vogliamo riportare la nazionale ai livelli che merita - ha sottolineato - Noi abbiamo davvero bisogno di tutti, siamo sulla stessa barca, bisogna ritrovare un'unità di intenti fatta di rispetto reciproco e comprensione, poi possono capitare i fraintendimenti, l'importante è la voglia di venirsi incontro l'un l'altro". Archiviate le faccende 'nostrane' con una battuta anche sulla difficile situazione in casa Ferrari ("La storia della Ferrari è molto bella, fatta di tantissime vittorie, in questi anni sono stati fatti a livello di plusvalenze economiche cose molto importanti, però noi ci auguriamo che la Ferrari possa tornare a vincere", ha dichiarato il ct), Conte ha predicato attenzione nei confronti dell'avversario di domani sera, la Norvegia. "L'emozione sicuramente è tanta anche se giovedì scorso con l'esordio ci siamo portati un po' avanti. Da parte mia c'è grande gioia e felicità nell'essere qui, è la prima gara e abbiamo voglia di far bene - ha ammesso l'ex allenatore della Juventus - La Norvegia è una squadra ostica, abbiamo visto la partita con l'Inghilterra ma anche quelle precedenti, è partita con due attaccanti vicini, adesso hanno preferito infoltire di più la mediana, è una squadra molto corta e attenta alla fase difensiva, hanno avuto buone occasioni per portare a casa la vittoria a Wembley. E' una squadra da prendere con le molle, non ci aspettiamo niente di facile, è una squadra con buoni elementi e una buona organizzazione di gioco. Metteremo in campo agonismo, intensità e voglia di vincere, dovremo fare grande attenzione".

Dopo il bel successo dell'esordio a Bari nell'amichevole con l'Olanda, Conte vuole che i suoi concedano il bis. "I ragazzi si sono allenati bene in questi otto giorni, mi aspetto una grande prestazione. Spero di vedere una squadra che abbia entusiasmo, voglia di giocare a calcio, di vincere e di riportare l'orgoglio in campo a prescindere da chi giocherà", ha sottolineato il tecnico salentino, che non si è sbilanciato sulla formazione, limitandosi a dire che "Buffon rientra in porta" ma aggiungendo come l'undici titolare "penso che l'abbiate capito". Quasi certo quindi l'innesto di Florenzi al posto dello squalificato Marchisio e di Darmian al posto di Candreva. Confermata in attacco la coppia Immobile-Zaza. Nelle battute finali della conferenza Conte ha spiegato di rifiutare l'etichetta di 'sergente di ferro' che gli è stata attribuita in questi primi giorni da ct, anche in conseguenza dell'esperienza alla Juventus. "Io sono una persona che cerca di far rispettare le regole e di far lavorare i giocatori nel modo più sereno possibile - ha evidenziato - Se questo porta ad essere diverso dagli altri comincio a preoccuparmi io. Penso che il rispetto delle regole, la serietà sul lavoro siano alla base di qualsiasi successo in qualsiasi campo. Mi sembra di fare quelli che facevano i miei allenatori, da Mazzone a Fascetti a Trapattoni".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata